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Come generare economia e lavoro con una pizza che parla di Calabria

A cosa punta il progetto de "La Calabrese. Pizza con i Salumi di Calabria a Dop"



Perché anche una semplice pizza, se inserita in un contesto di piena valorizzazione dei prodotti agroalimentari d’eccellenza calabresi, può sviluppare economia vera e dare un sostegno reale alle imprese che operano nel territorio regionale? La risposta può apparire banale, ma in verità non lo è, soprattutto in una Calabria storicamente preda dell’individualismo, della scarsa attitudine a cooperare, della spiccata propensione ad essere mera colonia, una facile mercato di conquista per le organizzazioni più attrezzate e dinamiche del Centro e Nord Europa. Anche con una pizza si può mettere in moto una filiera positiva, fatta di ristoratori, produttori e consumatori, con il sistema della comunicazione che sappia fare da enzima.

 

E’ partito di recente un nuovo progetto che fa capo alla filosofia del Consuma e Spendi Calabrese, portata avanti dall’omonima associazione culturale, e ormai entrata a far parte del linguaggio comune. In collaborazione con il Consorzio di Tutela presieduto dal noto imprenditore Ernesto Madeo, è stata presentata nei giorni scorsi nella Città dello Stretto, e poi nel corso di un convegno a Scilla, “La Calabrese. Pizza con i Salumi di Calabria a Dop”. La nostra regione vanta ben quattro specialità a Denominazione di origine protetta che si ricollegano alla grande tradizione della lavorazione delle carni di maiale: salsiccia, soppressata, capocollo e pancetta. Una vera e propria barriera, quindi, garantita dalle norme europee e nazionali, contro il falso Made in Calabria, che tanti danni produce all’economia sana del territorio, appropriandosi di un’identità che non merita. Grazie all’idea di realizzare una pizza così tanto saporita e di qualità, proprio perché arricchita con prodotti di sicura eccellenza alimentare, si persegue l’obbiettivo di consolidare, in ambito regionale, il consumo dei Salumi a Dop. Il meccanismo è tanto semplice quanto di faticosa realizzazione fino a quando, almeno, non aumenterà il livello di consapevolezza di tutti gli operatori economici calabresi circa la necessità di aiutarsi a vicenda, costruendo filiere solide e ricche di prospettive.

 

Alle pizzerie della Calabria si sta proponendo di aderire al Progetto “La Calabrese”, con una serie di vantaggi: disporre di un’azione di comunicazione continua e integrata sui principali media, ma anche attraverso forti richiami negli esercizi (menù dedicati, vetrofanie, adesivi…); proporre alla propria clientela un prodotto buono e genuino che diventa anche un potente attrattore turistico, così come accade nelle realtà più evolute del Paese, sempre pronte, in maniera quasi meccanica, a valorizzare e promuovere le produzioni agroalimentari locali; contribuire a generare pil in Calabria e a garantire alle nostre imprese quella liquidità così preziosa in una fase di difficile accesso al credito; difendere la nostra economia, e in particolare i livelli occupazionali, tentando anche di creare nuovi posti di lavoro. Su ogni pizza “La Calabrese”, che suddivisa in quattro quadranti propone tutte e quattro i Salumi di Calabria a Dop, è previsto l’uso di circa 100 grammi di pregiate specialità frutto delle diverse aziende che hanno aderito al Consorzio di Tutela. “Per ogni dieci pizze, in sostanza – ha spiegato il portavoce dell’Associazione Consuma e Spendi Calabrese, Massimo Tigani Sava – si consuma un chilo di Salumi a Dop. Pensateci bene: se ognuna delle pizzerie coinvolte garantirà 100 pizze al mese di questo tipo, un risultato davvero alla portata di mano, verranno assorbiti 120 chili di prodotto all’anno. Moltiplicate per 3-400 esercizi e otterrete un assorbimento, sul mercato calabrese della ristorazione, di 5-600 quintali di prodotto. Questa è economia, peraltro concepita in un’ottica di assoluta libertà di mercato. Il nostro ruolo, infatti, è solo quello di fare da enzima, da collante mediatico, per il resto ci affidiamo alle autonome trattative tra le aziende che hanno deciso di sposare il progetto”.

 

Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente del Consorzio di Tutela, l’imprenditore cosentino Ernesto Madeo: “Siamo di fronte a una delle prime attività che abbiamo in mente per costruire, attraverso la logica della rete tra aziende, qualcosa di positivo e di serio per la nostra regione. La conquista di fette di mercato regionale ci interessa molto, perché abbatte i costi di commercializzazione e mantiene risorse in Calabria. Spero che molte pizzerie vorranno aderire a una proposta che potrà fare del bene al nostro tessuto produttivo”. Per la fine del mese di settembre è previsto a Catanzaro un suggestivo evento di presentazione del progetto. Esponenti del mondo della cultura, dell’istruzione, delle istituzioni, della politica, delle imprese e del sindacato verranno invitati a degustare “La Calabrese” e a proporsi come dei veri e propri testimonial. “Un’importante catena nazionale – ha dichiarato Santo Frascati, che ha curato gli aspetti grafici e della comunicazione – ha già dimostrato interesse per questo prodotto di qualità che si richiama fortemente alla storia ed alla cultura di una regione antichissima”.




Quotidiano Economico Online www.calabriaeconomia.it
14 agosto 2011




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