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Dato in linea con le nostre previsioni che segnala, come già accaduto nei mesi passati, l’influenza della componente energetica nel determinarne l’andamento. Al netto degli energetici i prezzi segnalano una variazione nulla su base mensile e del 2,2% rispetto allo scorso anno a fronte dello 0,3% mensile e del 3,2% tendenziale dell’indice generale. Questo il commento - si legge in una nota stampa - dell’Ufficio Studi di Confcommercio sulle rilevazioni dell’inflazione a gennaio diffuse dall’Istat. A questo elemento – prosegue la nota - si sono aggiunti, nell’ultimo mese, gli effetti degli aumenti di alcune imposte (accise sui carburanti) ed i consueti fattori stagionali che implicano aumenti di prezzo per alcuni servizi, tra cui i pedaggi autostradali. Va anche sottolineato – precisa l’Ufficio Studi - come l’indebolimento dell’euro nei confronti del dollaro cominci a produrre i primi effetti su alcuni prodotti di importazione, quali l’elettronica di consumo, oltre ad amplificare gli effetti degli aumenti delle materie prime sui prezzi di alcuni beni alimentari (zucchero e caffè). Per quanto riguarda i beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto – comunemente indicati come “carrello della spesa” – è opportuno ricordare – conclude l’Ufficio Studi - che essi includono gli affitti, i tabacchi, servizi di trasporto locale e i carburanti. Ed è proprio ai carburanti che è dovuto in larga misura il trend ascendente dei prezzi.
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