Le Opinioni
Paolo Abramo - Presidente CCIAA Catanzaro
La Camera di Commercio di Catanzaro ha fortemente voluto e portato a compimento di recente la pubblicazione, in ricca veste editoriale, di quella vera e propria preziosa rarità che sono i Capitoli, le Ordinazioni e gli Statuti dell’Arte della Seta a Catanzaro.
Perché abbiamo voluto ripubblicare gli Statuti? Innanzi tutto perché c’è una novità di non poco conto rispetto al passato: per la prima volta, infatti, essi vengono pubblicati e al contempo corredati dal testo a fronte, che ne agevola la lettura e soprattutto da una serie di saggi critici, che si rivelano indispensabili per la comprensione di un’epoca e del suo fenomeno più caratterizzante, sia in chiave squisitamente economica e commerciale, sia in chiave più ampiamente sociale e antropologica. La lettura attenta dei documenti, scritti in lingua volgare piuttosto che in latino, svela un universo assai ricco, complesso e sfaccettato, stimolando riflessioni non scontate e talvolta neppure prevedibili.
Da quest’ultimo aspetto, deriva una seconda considerazione: scorrendo i testi degli Statuti, si scopre ad esempio l’importanza dell’integrazione sociale tra etnie diverse e il contributo significativo che essa diede alla crescita della libera impresa e complessivamente del fiorente mercato che a Catanzaro e da Catanzaro si sviluppò intorno all’arte serica. Così come si apprende, leggendo, che già nel XVI secolo il quadro normativo regolatore dei commerci seppe porsi il tema cruciale della tutela delle produzioni di qualità, inventando qualcosa di molto simile all’odierno marchio “DOC”. Insomma, i Capitoli le Ordinazioni e gli Statuti dell’Arte della Seta ci raccontano la densità di un mondo passato, ci sono preziosi per la sua comprensione ma, se letti con occhio critico e accorto, riescono anche a darci, se non proprio risposte, sicuramente indirizzi, chiavi di lettura, orientamenti di saggezza su alcune delle grandi questioni oggi sul tappeto. È la forza della storia, quando la storia è storia importante come quella che ha attraversato la città di Catanzaro.
È anche da questa consapevolezza che è maturata la scelta di pubblicare il volume ma di farlo in uno spirito del tutto peculiare. La Camera di Commercio ha voluto cioè compiere un’operazione non di puro e semplice richiamo al passato, per quanto illustre o di un suo sterile vagheggiamento alla ricerca di improbabili riscatti morali. L’Ente Camerale ha voluto piuttosto compiere un’operazione culturale forte, per restituire quello stesso passato alla sua dimensione più viva e alla sua funzione più precipua: contribuire cioè a fortificare lo spirito identitario della nostra comunità.
E’ proprio per questo che, all’inizio di questo editoriale, la cultura è stata richiamata come elemento costitutivo dello sviluppo. Pensiamo infatti che non vi sia possibilità di costruire davvero futuro, benessere, opportunità, qualità di vita per le persone, senza un robusto ancoraggio a ciò che si è stati, alla propria memoria e dunque al dovere di dare continuità alla propria storia. Ripubblicando gli Statuti, si è inteso dare un contributo a un’azione di conservazione e rilancio collettivo che sappiamo non essere comunque facile.
Non è una novità per la Camera di Commercio di Catanzaro. L’Ente dispone di una piccola ma pregiata pinacoteca, frutto di una doverosa conservazione dell’esistente, accompagnata da una paziente ricerca di nuovi pezzi, condotta presso i migliori antiquari e tele fatte realizzare ex novo da affermati artisti catanzaresi, apprezzati in Italia e all’estero. Lo stesso Ente non ha mai fatto mancare in quest’ultimo decennio il proprio contributo agli eventi più significativi che hanno caratterizzato l’offerta culturale; lo ha fatto escludendo a priori ogni ipotesi di distribuzione a pioggia delle risorse e quindi solo dopo un’attenta e severa selezione in termini di qualità dell’offerta in chiave di vero e proprio marketing territoriale. Perché, lo ribadiamo, la cultura è storia, è identità ma non è e non potrebbe essere lettera morta. La cultura, pur senza mai diventare merce, è – deve essere – fattore attivo di crescita: crescita civile ma anche economica.
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Prof. di Economia Politica Università Magna Graecia di Catanzaro
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