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Il pubblico presente
"Sicurezza delle costruzioni, lo sviluppo compatibile". E’ questo il tema del convegno che si è svolto nei giorni scorsi presso la Sala delle conferenze della Camera di Commercio di Catanzaro. Dopo i saluti del padrone di casa, Paolo Abramo e del vice sindaco Maria Grazia Caporale, la parola è passata al presidente della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro: “Ringrazio gli organizzatori di questo importante convegno per l’invito che mi consente di intervenire su un problema di grande attualità. Ho letto qualche tempo fa una frase sul tema: La sicurezza è sia una sensazione sia qualcosa di reale. E le due cose non coincidono. Vivere nella sicurezza, quindi anche vivere e lavorare in edifici sicuri ed a norma, è una circostanza che serve a migliorare la qualità della vita ed è per questo che chiunque abbia a che fare con il settore delle costruzioni e delle pubbliche amministrazioni, è parte in causa di questo processo di crescita sociale e di sviluppo di un territorio. Troppe sciagure recenti ci inducono a riflettere, ma in un’epoca contrassegnata dai tagli alle risorse occorrerà una vera e propria rivoluzione culturale per fare in modo che ad ogni livello di governo sia chiara l’importanza di fare investimenti mirati alla difesa del patrimonio e, di conseguenza, alla sicurezza delle nostre comunità. L’ambiente mi piace pensare che non lo abbiamo ereditato dai nostri avi ma lo abbiamo preso in prestito dai nostri figli. La Calabria ha bisogno che ci siano persone che ci mettano la mano, la testa e il cuore per dare delle risposte concrete ai cittadini”. Nel suo intervento Claudio De Angelis, direttore regionale dei Vigili del Fuoco della Calabria, si è soffermato sull’obiettivo del convegno: “Questa iniziativa si inserisce in quel filone di discussione sulla sicurezza dei nostri Beni Storici e architettonici e sul loro utilizzo sostenibile, che da alcuni anni anima il dibattito scientifico e culturale. In questo campo interessanti esperienze sono state fatte in diverse città italiane, tra le altre ricordo quella di Torino dove, in occasione delle Olimpiadi invernali del 2006, è stato avviato un grande processo di rivitalizzazione delle residenze Sabaude e di alcuni edifici storici che ha aiutato a cambiare definitivamente il volto della città subalpina”.“Il convegno di Catanzaro – ha precisato De Angelis - è l’ultimo di una serie di conferenze che il professor Remo Calzona sta tenendo in tutta Italia sul tema della sicurezza delle costruzioni. Dati gli ottimi rapporti che intercorrono fra noi, la CCIAA di Catanzaro, l'unione industriali e il professore, tra l’altro originario proprio di Catanzaro, abbiamo pensato di portare avanti quest’iniziativa come contributo alla crescente attenzione che il territorio dimostra nei confronti della rivitalizzazione dei centri storici e del riutilizzo dei suoi edifici. Per questo motivo, oltre al prof. Calzona, luminare in materia di sicurezza strutturale delle costruzioni, abbiamo invitato l'ing. Stefano Marsella, comandante dei Vigili del Fuoco di Perugia e promotore di numerose iniziative in materia di sicurezza dei beni culturali e degli edifici storici”. Remo Calzona, professore Facoltà Ingegneria, Università La Sapienza di Roma ha parlato ai preseti del “Significato epistemologico della sicurezza”.“Si parte dalla radice latina della parola ‘sicuro’, ‘sine cura’ ovvero senza affanno, senza preoccupazioni, per parlare a 360 gradi della sicurezza. La sicurezza è principalmente legata – ha spiegato Calzona - ad elementi soggettivi; la richiesta di sicurezza, infatti, è il risultato di un atto psicologico, mentre la valutazione del grado di sicurezza nelle costruzioni è il risultato di parametri oggettivi. L’analisi della sicurezza in genere, quindi, avviene dal confronto tra componenti psico-sociali e fatti scientifici. A fianco della sicurezza di una costruzione, poi, bisogna sempre considerarne la “robustezza”, che è la capacità di assorbire azioni non calcolate, eccezionali. Un edificio robusto è un edificio che non riporta rotture o danni sproporzionati rispetto all’evento che li ha prodotti”. Stefano Marsella, comandante dei Vigili del Fuoco di Perugia ha relazionato sul tema: “Sicurezza antincendio negli edifici storici” ha dichiarato: “Gli incendi, come gli altri eventi catastrofici, colpiscono il patrimonio culturale ovunque nel mondo. L'approccio culturale occidentale considera questi beni irripetibili, per cui la loro distruzione è un evento di particolare gravità per le sue implicazioni culturali e sociali. Fino ad alcuni anni fa, la protezione di questi edifici si basava sulle sole misure di prevenzione, che ormai sono considerate non più sufficienti. Ad esse è necessario affiancare un'attività di limitazione dei danni. Su questo tema l'Italia è all'avanguardia, come dimostra il successo dell'attività di messa in sicurezza degli edifici storici svolta dal CNVVF su centinaia di monumenti ed edifici in Umbria, nelle Marche ed in Abruzzo.Per un'analisi completa delle strategie di protezione del patrimonio culturale, inoltre, devono essere considerati tutti i possibili scenari, per effetto sia delle azioni naturali che di origine antropica. Definiti gli scenari, la valutazione del livello di sicurezza che può essere garantito con le risorse disponibili, riguarderà la capacità di integrazione delle misure di prevenzione con quelle di limitazione del danno”.
Alle ore 16.45 si è riunita una tavola rotonda finalizzata ad analizzare le prospettivedi sviluppo sostenibile per la città di Catanzaro,moderata da Marcello Barillà, sul tema: “Patrimonio edilizio, stato dell’arte nell’attuale contesto normativo” alla quale hanno partecipato: Salvatore Saccà, presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Catanzaro; Biagio Cantisani, presidente Ordine degli Architetti della Provincia di Catanzaro; Maria Grazia Esposito, amministratore delegato Ispredil; Michele Arabia, avvocato del Foro di Roma il quale ha affermato: “Stato del patrimonio edilizio e sicurezza delle costruzioni è un binomio indissolubile. Se gran parte degli immobili presenti nel nostro paese presentano difetti sotto il profilo strutturale e della stabilità, necessariamente si deve parlare di sicurezza; e se in tali strutture viene svolta attività lavorativa il problema investe il tema della tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro. La competenza a tutelare i lavoratori da eventuali infortuni, spetta in egual misura, sia al datore di lavoro privato, sia al datore di lavoro pubblico, posto che la normativa di settore prevede eguali responsabilità per entrambi, e visto che spesso si assiste a gravissimi episodi di infortuni o addirittura di decessi sul luogo di lavoro pubblico conseguenti a cedimenti strutturali dell'edificio che la Pubblica Amministrazione avrebbe avuto il dovere di porre in sicurezza. In tal senso una particolare attenzione andrebbe rivolta agli edifici scolastici; in gran parte di essi è riscontrabile una carenza applicativa delle cautele destinate alla tutela di chi al loro interno svolge attività lavorativa, ivi compresi gli studenti. Purtroppo da recenti stime la Calabria appare come una di quelle regioni ove molti edifici scolastici non risultano in regola con la normativa di settore”. In serata ha preso la parola l’assessore regionale all’Urbanistica, Piero Aiello, che ha posto l’accento sull’importanza del tema “Sicurezza nei luoghi di lavoro”. “Sono contento di essere qui – ha detto nel corso del suo intervento - per confermare l’impegno del presidente Giuseppe Scopelliti e dell’esecutivo regionale in una materia così delicata che è sfociata nell’approvazione della delibera sull’igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro già a dicembre 2010. Questo atto è il frutto di una cooperazione sinergica tra Regione, Inps, Inail e la direzione regionale del lavoro. Nello stesso atto deliberativo si è anche introdotta la tematica dell’emersione del lavoro irregolare tanto è che nell’ultima relazione espletata dal presidente Di Iacovo si sono acquisiti dati confortanti che dimostrano un’attenuazione del problema”. Per Giuseppe Gatto, presidente di Confindustria Catanzaro “il nostro problema è culturale perché dobbiamo accrescere la cultura della sicurezza come etica e legalità e non tanto come obbligo normativo. Da noi il problema reale non è la possibilità che cadano le torri gemelle ma che crolli una scuola perché un bimbo batte la testa su un pilastro. E’ su questi problemi che occorre focalizzare la nostra attenzione, problemi che possono risolversi attraverso una rete di intervento fatta dal privato e dal pubblico intesa come soggetti qualificati e credibili che assicurino l’incolumità dei cittadini”. Sono intervenuti all’iniziativa i principali operatori nel settore delle costruzioni della provincia. Seduto in prima fila anche il senatore Vincenzo Speziali. Le conclusioni sono state affidate al viceministro Aurelio Misiti.
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