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La Calabria che si "muove"tra buone e cattive notizie. In attesa del miracolo A/3

di: Dario Lamanna - Direttore Confindustria Catanzaro



Dario Lamanna - Direttore Confindustria Catanzaro

Dario Lamanna - Direttore Confindustria Catanzaro

Più volte, dalle colonne del nostro giornale, ci siamo occupati di infrastrutture. In particolare di quelle legate alla viabilità. Abbiamo auspicato la tanto attesa conclusione dei lavori sull’A/3, il potenziamento del trasporto aereo e di quello portuale. Siamo intervenuti sull’esigenza di migliorare i collegamenti interni, con la speranza di vedere, un giorno, realizzata l’autostrada ionica, la 106 per intenderci. 

 

In questo senso, nelle ultime settimane, la cronaca ha sottoposto all’attenzione dei calabresi notizie positive e altre un po’ meno incoraggianti.  Partiamo dalle prime. L’aeroporto di Lamezia Terme ha festeggiato il due milionesimo passeggero e, contemporaneamente, l’apertura di un nuovo terminal. Segno di uno scalo “vivo” che cerca di rinnovarsi e di proporre all’utenza servizi adeguati, con l’arrivo di nuove compagnie aeree che consentono di rendere meno isolata la Calabria dal resto del mondo. 

 

Buone notizie anche per ciò che riguarda la “106” visto che è stato aperto il tratto Simeri-Borgia. Una “goccia nel mare”, si potrebbe obiettare, considerati gli appena 12 chilometri di strada rispetto alle centinaia che caratterizzano l’arteria da Taranto a Reggio Calabria. E’ vero. Ma è pur sempre un segnale incoraggiante, che merita un plauso, anche orgoglioso da calabresi, considerato che l’impresa catanzarese Procopio, nel quadro delle regole proprie del general contract, ha realizzato concretamente un’infrastruttura di qualità. 

 

Ciò che invece preoccupa (e non poco) continua a essere l’atteggiamento di Trenitalia che, da Napoli in giù, programma tagli indiscriminati che penalizzano un po’ tutto il Meridione. La notizia della soppressione di molti treni (soprattutto quelli notturni) non può sorprendere se si considera che l’alta velocità si ferma in Campania e che la linea ionica è quasi dismessa. Si è capito che l’azienda di trasporto non ha interessi per questa parte del territorio e che nulla importa ai vertici societari della valenza sociale che riveste ancora il treno per la popolazione del sud, in generale, e per quella calabrese in particolare. 

 

Sarebbe auspicabile, a questo punto, un moto di ribellione dei parlamentari calabresi e del presidente Scopelliti, ponendosi in maniera concreta al servizio dei problemi concreti, evitando le solite e stucchevoli vetrine politiche del nulla o del non realizzabile.

 

Certo è che lo sviluppo di qualsiasi area del territorio (figuriamoci la nostra) non può prescindere da collegamenti adeguati. Se ne parla da sempre ma la politica ha fatto davvero poco in questi anni. Ha fatto poco perché si realizzassero tutte quelle condizioni infrastrutturali necessarie per una crescita sociale ed economica della Calabria. Il problema che allo stato, con la crisi che fa pensare solo a tagli, non sappiamo cosa si potrà fare per il futuro, almeno per quello immediato. Sarebbe comunque già importante portare a termine, senza altri rinvii, quello che è già finanziato. Come la nuova Salerno-Reggio Calabria. L’amministratore unico dell’Anas, Pietro Ciucci, ha assicurato: “sarà pronta entro la fine del 2013”. Prima di lui, di date, se ne erano fatte molte altre e tutte già abbondantemente superate. Rispettare la scadenza, questa volta, potrebbe far gridare al miracolo. E saremmo davvero ben lieti, per il bene della nostra terra, di esserne testimoni.




Quotidiano Economico Online www.calabriaeconomia.it
19 dicembre 2011




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