A Corigliano-Rossano un esempio di economia etica e di agricoltura onesta: la storia di due aziende

A Corigliano-Rossano, nella Sibaritide, un esempio di economia etica e di agricoltura onesta. Viene dall’azienda agricola di due sorelle che hanno puntato sul biologico e sui gruppi d’acquisto solidale (GAS) per portare avanti un progetto di sviluppo eco-sostenibile e di legalità nei campi. Con un messaggio post Covid: cogliere le opportunità offerte proprio dalla sanatoria che regolarizza i migranti.

Ad affacciarsi su questa realtà tutta al femminile, partita 17 anni fa, è stato ieri (martedì 2 giugno) il Tgr Calabria su Rai 3 con il seguitissimo format Buongiorno Regione con un approfondimento dal titolo La nuova sfida di due sorelle agguerrite: il ritorno alla terra come scelta di vita, l’economia solidale come filosofia. Cristiana e Marina, Le sorelle degli agrumi (mutuando il titolo dedicato loro dall’Ansa nei giorni scorsi), sono oggi un grande piccolo esempio di impresa sana e sostenibile che produce e dà lavoro nel rispetto dell’ambiente, delle persone, dell’idea che un altro mondo è possibile.

Munnavar ha 31 anni – esordisce il servizio di Gabriella D’Atri – e arriva dal Pakistan, in Calabria ha trovato lavoro e dignità, un’azienda seria, una paga regolare. Com’è lontana la sua storia da quella dei migranti sfruttati nelle campagne di Rosarno! Potrebbe essere lui uno dei 200 mila lavoratori che il Governo intende regolarizzare grazie alle misure volute dal Ministro Bellanova. Per fare questo Marina e Cristiana Smurra, le titolari dell’azienda agricola Biosmurra presso le quali Munnavar ha lavorato fino a gennaio, anche nell’attuale difficile contesto, continuano a investire ed inventare lavoro.

Attraverso l’economia solidale – ha dichiarato Cristiana Smurra intervistata dal Tgr – scegli che tipo di colture vuoi praticare sui campi. Non utilizzi chimica, non utilizzi pesticidi, rispetti l’ambiente, rispetti le falde acquifere; scegli che tipo di alimentazione vuoi produrre per i consumatori e per te stesso.

La sfida è iniziata 17 anni fa – continua – in un contesto ostile alle donne, soprattutto a quelle che si facevano portatrici di proposte innovative. Oggi l’azienda agricola biologica di arance e clementine ha sposato a pieno l’idea dei gruppi d’acquisto solidale e portato l’etica nei campi. Il prodotto è buono, naturale, pagato al giusto prezzo, per gli operai carichi di lavoro e compensi equi. Percepiamo – conclude Smurra – un compenso giusto che permette di spalmarlo tra tutti. Non abbiamo un margine altissimo. Non è stato facile trovare lavoratori onesti e competenti. Poi – chiosa il servizio di Buongiorno Regione – sono arrivati Munnavar, Assan e gli altri, lavoratori stranieri che le sorelle Smurra non intendono perdere puntando alla loro regolarizzazione oggi possibile.