La Calabria possiede un patrimonio storico-artistico, culturale di straordinaria entità racchiuso nei propri centri storici, mille tradizioni, dialetti, angoli e vie a cui fanno da cornice suggestivi paesaggi, che mescolandosi creano una sinfonia che ha l’ambizione di voler uscire dall’omologato e dal consueto per manifestarsi in una propria tipicità su cui questa regione oggi deve ed ha investito.

Questa la sintesi del Convegno Europeo che si è tenuto nei giorni scorsi a Bruxelles, presso l’Istituto Italiano di Cultura della capitale d’Europa, organizzato dall’Associazione Calabresi in Europa e che ha visto la partecipazione di diverse personalità istituzionali nazionali ed estere e di molti corregionali che lì risiedono e che hanno avuto modo di apprezzare i diversi interventi, lasciarsi trasportare in un viaggio virtuale attraverso video spot realizzati per l’occasione e poi gustare la tipicità di molti prodotti.

Dopo il benvenuto del direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Bruxelles il dott. Paolo Luigi Grossi, che così si è espresso: “molto lieti di aver ospitato un incontro di così spessore su un argomento che la stessa Commissione Europea ha esaltato proclamando il 2018 l’anno europeo del patrimonio culturale e i borghi calabresi ne sono altamente rappresentativi”, e i saluti di Berenice Franca Vilardo, Presidente dell’Associazione Calabresi in Europa, che si è contraddistinta in questi anni per l’impegno profuso a far conoscere e rappresentare una Calabria diversa dagli stereotipi produttiva e attrattiva, il testimone è passato al direttore scientifico del convegno Peppino De Rose, docente in Impresa Turistica e Mercati Internazionali all’Università della Calabria, che ha introdotto i lavori sul tema scelto: “Borghi di Calabria: alla riscoperta del patrimonio storico, identitario ed enogastronomico”. Nel suo sentito discorso ha evidenziato come un evento così assume ancora più importanza perché porta la Calabria fuori dai confini regionali e internazionali, indicandola come meta di un nuovo turismo esperienziale e lento e il 2019, dedicato proprio al turismo slow, sarà un anno significativo per una terra che ha molto da dare se riesce ad innescare processi virtuosi di conoscenza, pianificazione e progettazione in linea anche con la programmazione europea.

A moderare l’incontro Luciano Gaudio, dirigente Commissione Europea, che ha esaltando il valore intrinseco dei borghi, affermando: “sono uno degli elementi più importanti del forte legame rimasto inalterato nel tempo di noi emigrati, perché nella nostra memoria è vivo il ricordo dei racconti dei nonni e dei profumi che hanno accompagnato la nostra infanzia e che fanno parte del nostro vissuto e del nostro sentire”.

Di spessore e molto apprezzati le relazioni del parterre. Stefania Mancuso, docente di Archeologia UNICAL, che in un excursus storico ha evidenziato come le varie dominazione che si sono susseguite hanno lasciato tracce così indelebili nei territori che se recuperate e valorizzate possono incidere in maniera predominate nel mercato del turismo di qualità e destagionalizzato.

Pietro Iaquinta, docente UNICAL in Demografia, ha invece incentrato il suo discorso sull’abbandono e lo spopolamento e sulla necessità di attuare quanto prima politiche attive per un recupero sostenibile dei territori così da invertire la rotta e innalzare le opportunità di crescita sociale ed economica delle aree interne. Tullio Romita, coordinatore corso di Laurea in Scienze Turistiche UNICAL ed uno dei massimi esperti in Turismo di Ritorno o delle Radici: “Non solo la promozione dei borghi consentirà di coinvolgere gli emigrati a ritornare a visitare la terra dei loro avi ma saranno motivati anche a considerare le opportunità di eventuali investimenti e che aiuterà nel recupero e riconversione del patrimonio abitativo che ha segnato in maniera negativa l’aspetto di molti centri storici”.

Presente anche il Presidente dell’Enoteca Regionale Calabria Gennaro Covertini, che oltre a curare il buffet di commiato è intervenuto sull’altro grande patrimonio: la Dieta Mediterranea con un passaggio obbligato nel riconoscere alla Calabria di essere stata l’antica Enotria, terra del vino.

L’iniziativa è stata finanziata dal Dipartimento Presidenza – Settore Affari Generali ed Istituzionali della Regione Calabria – Legge Regionale 6 novembre 2012, n. 54 – in materia di relazioni tra la Regione Calabria e le Comunità dei Calabresi all’Estero. Assente per motivi istituzionali il Consigliere Regionale Orlandino Greco, con delega all’emigrazione e all’internazionalizzazione, ma che attraverso un video messaggio ha voluto salutare e ringraziare i presenti sottolineando il lavoro svolto dall’Associazione dei Calabresi a Bruxelles e dalla Consulta dei Calabresi all’Estero che in questi ultimi anni è ritornata ad essere parte integrante delle azioni di questa Regione che ha saputo riconoscerne il valore e la grandezza ed eventi come questi ne sono una prova tangibile.