Apprezziamo che il governo abbia innalzato il livello di attenzione, allertato le autorità sanitarie territoriali ed indicato rigorose misure preventive da porre in essere, con controlli, monitoraggi ed interventi per far sì che il nostro Paese rimanga indenne dai casi di peste suina riscontrati in Repubblica Ceca e Belgio”. L

o ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, in relazione all’intervento alla Camera del ministro per le Politiche agricole ed il Turismo Gian Marco Centinaio.

 “I nuovi casi di peste suina che si stanno manifestando in diversi Stati membri europei sono un serio problema che, per ora, non coinvolge l’Italia e le sue produzioni di prosciutti, salumi ed insaccati di eccellenza – ha evidenziato il presidente di Confagricoltura -. Bisogna subito porre in essere tutti gli sforzi per salvaguardare i nostri allevamenti ed i nostri prodotti”.

 Il ministro Centinaio ha ricordato che la diffusione della malattia è favorita dal contatto tra popolazioni animali domestiche e selvatiche e che vanno poste in essere azioni concrete volte al contenimento delle specie selvatiche, “tanto più che i danni causati dal cinghiale sono già da tempo, e ben prima della peste suina, un grave problema conosciuto dal comparto agricolo”. Ha quindi sottolineato che la gestione della fauna selvatica va condotta “con piani di ampio respiro” ed ha annunciato la costituzione di un tavolo tecnico interministeriale con i dicasteri Ambiente e Salute e proposte di modifica, di concerto con le regioni, alla legge 157/92 sulla caccia.

 “L’importante è attivare immediatamente i piani coordinati di prelievo selettivo degli ungulati – ha concluso il presidente di Confagricoltura -. Un recente studio dell’EFSA (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) riporta come tali interventi, dove sono stati applicati, abbiano ridotto il numero dei cinghiali dell’80% e, conseguentemente, abbiano pure limitato il pericolo di diffusione dell’epidemia”. Concetto peraltro ripreso della nuova strategia dell’Unione europea per il controllo della diffusione della malattia.

 Per garantire una più efficace e capillare prevenzione, attraverso il modello EFSA, è necessario disporre di molte persone ad essa dedicata. Per questo Confagricoltura ha chiesto che siano autorizzati gli stessi agricoltori come coadiutori nei piani di abbattimento. “Gli agricoltori sono distribuiti su tutto il territorio e possono contribuire attivamente ed efficacemente al controllo della popolazione delle specie selvatiche”.