Raffaele Mammoliti

Quanto sta accadendo alla governance della Camera di Commercio di Catanzaro rappresenta una situazione kafkiana, senza precedenti, esplosiva. E il “caso” scatenato a seguito degli atti prodotti dalla Regione va chiarito, e risolto, in tempi rapidissimi».

A sollecitare una schiarita sulla vicenda che rischia di avere conseguenze gravissime sul sistema economico e produttivo del territorio è il segretario della Cgil Area Vasta (CZ-KR-VV), Raffaele Mammoliti.

«Vogliamo conoscere quale sia l’organo legittimato a governare la Camera di Commercio di
Catanzaro – dice Mammoliti –. Nella Regione regnano tempi elefantiaci mentre il supporto ai processi produttivi richiede tempi immediati. Lo scontro al quale stiamo assistendo non fa bene al territorio, e non solo. La nomina adottata dal presidente della Regione, che auspicavamo potesse ripristinare un clima di ritrovata collaborazione, pare invece infittire la confusione e il caos istituzionale catapultando un ente così prestigioso come la Camera di Commercio di Catanzaro in un conflitto senza precedenti con implicazioni anche su Unioncamere regionale.

Per quanto ci riguarda, non è in discussione la professionalità dei singoli soggetti interessati
alla vicenda (Sganga, Rossi, Franzè) ma l’atteggiamento adottato dalla Regione che ci porta a esprimere serie perplessità – senza dietrologie, valutando semplicemente i fatti – sulla tempistica di tutta la vicenda e sulle reali intenzioni che si potrebbero celare dietro questa vicenda.

A tal proposito, mi preme infatti ricordare quanto espresso dalla Cgil nel novembre
2017 circa la solerzia con la quale la Regione notificava ad horas la comunicazione della
sospensione di procedere all’insediamento del Consiglio della Camera di Commercio di
Catanzaro nel mentre, per il decreto di nomina dei componenti del Consiglio stesso, aveva
impiegato oltre 60 giorni.

Se in quell’occasione la Regione avesse adempiuto al decreto di nomina atteso, probabilmente tutto questo non sarebbe accaduto. Pertanto, non possiamo che denunciare i ritardi della Regione e, contestualmente, dell’intera classe politica catanzarese che
non si è attivata per come avrebbe dovuto per sollecitare il decreto di nomina in tempi utili a garantire la piena legittimità degli organismi di governo».

Quindi, l’invito ad abbassare i toni e imboccare la via del confronto: «Riteniamo che proseguire con un atteggiamento di scontro non sia utile, anche perché non consente a tutti gli attori di partecipare, così come previsto dalle normative vigenti, alla gestione ordinaria dell’ente.

Chiediamo dunque alla Regione e al Ministero competente di attivarsi affinché si possano
finalmente individuare e condividere soluzioni utili al ripristino con gli atti necessari (e
possibilmente in tempi rapidissimi) di un governo legittimo e “ordinario” della Camera di
Commercio di Catanzaro. Sinceramente, quando in un territorio si riscontrano difficoltà ad affermare lo Stato di diritto non è certo un buon segnale…».