Le ipotesi di taglio alla Politica Agricola Comune (Pac) sono insostenibili in un settore chiave per vincere le nuove sfide che l’Unione Europea (Ue) deve affrontare, dai cambiamenti climatici, all’immigrazione, alla sicurezza. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo in vista dell’inizio della discussione sulla nuova Politica Agricola Comune 2021-2027 che inizierà in Consiglio lunedì 18 giugno in Lussemburgo al quale parteciperà il Ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio.

Difendere l’agricoltura italiana è una scelta coerente con il no all’accordo di libero scambio con il Canada (Ceta) e gli altri trattati similari per frenare le importazioni di bassa qualità che fanno concorrenza sleale alle produzioni nazionali e comunitarie annunciato dal Governo.

Secondo alcune analisi sui dati della Commissione la proposta di riforma presentata potrebbe far perdere all’Italia circa 2,7 miliardi a prezzi correnti rispetto all’attuale periodo di programmazione, con un inaccettabile impatto negativo sui redditi degli agricoltori impegnati a garantire i migliori standard di qualità, sanitari ed ambientali. “Occorre rafforzare il budget per una Pac che finanzi i beni pubblici europei di carattere territoriale e ambientale prodotti dall’agricoltura, recuperando con forza anche il suo antico ruolo di sostegno ai redditi e all’occupazione agricola” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “si tratta di un’esigenza per salvaguardare un settore strategico per la sicurezza e la sovranità alimentare e per contribuire alla crescita dell’intera economia europea attraverso la filiera produttiva che esso alimenta. Serve – continua Moncalvo – una più equa distribuzione delle risorse superando gli squilibri che hanno caratterizzato il passato. Un obiettivo che – precisa Moncalvo – deve essere raggiunto con una convergenza esterna ed interna per rendere i pagamenti diretti coerenti con parametri come i costi di produzione, il lavoro ed il valore aggiunto.

E’ infatti necessario rappresentare meglio la diversità socio-economica delle diverse agricolture europee, senza applicare insopportabili tagli lineari. Solo così – conclude Moncalvo si potranno rafforzare gli elementi positivi in una proposta che presenta al proprio interno luci ed ombre.

L’ipotesi di riduzione dei fondi è stata giustamente bocciata dal Parlamento Europeo oltre che dagli stessi cittadini dell’Unione che per il 90% – sottolinea la Coldiretti – sostengono la politica agricola a livello comunitario per il ruolo determinante per l’ambiente, il territorio e salute secondo la Consultazione pubblica promossa dalla stessa Commissione europea.