Danni maltempo in Calabria, Alfio Pugliese, Azione: “Dobbiamo uscire dalla logica dell’emergenza ci vuole prevenzione”

Una botta d’acqua e a Crotone si contano i danni, solo per pura fortuna non i feriti o le vittime. Questo non è più accettabile, la Calabria deve uscire dalla logica dell’emergenza.
Ci ostiniamo a intervenire sempre dopo, raccogliendo i cocci e così sprecando ingenti risorse pubbliche, quando l’attività di prevenzione potrebbe risolvere il problema alla radice e avere la conseguenza secondaria (ma non trascurabile) di creare occupazione sui nostri territori.
Serve una programmazione per tutta la Regione Calabria che parta dalle montagne con una gestione sostenibile e certificata dei boschi (per la quale Azione ha un progetto), una seria regimazione delle acque e tutela delle falde acquifere. Non si possono abbandonare queste attività agli interessi privati delle centrali a biomassa e la gestione sostenibile di torrenti, fiumi e canali di scolo (nel passato eccessivamente sfruttati per la preziosa materia prima prodotta dai letti) deve essere una priorità per gli amministratori.
Ma adesso, non più tardi e nemmeno domani. Adesso che ancora una volta siamo costretti ad assistere impotenti alle conseguenze della mancata prevenzione. Non c’è stata una calamità oggi a Crotone e a Corigliano-Rossano, non un terremoto o un’alluvione. Una botta d’acqua, poche centinaia di mm che stanno mettendo in ginocchio un’intera comunità.
È la cattiva gestione dei territori a fare danni, non il tempo, non il destino o la sventura. Non dobbiamo più accettarlo. Sono 20 anni che si perpetrano abusi a tutti livelli e che periodicamente si verificano situazioni come quella di oggi. E ogni volta siamo qui a recriminare sul non fatto. È tempo che qualcuno di prenda la responsabilità politica e amministrativa di agire, che a tutti i livelli istituzionali si condivida un progetto di prevenzione.
Come membro del Comitato Promotore Regionale Calabria in Azione, con delega alle attività produttive, ho già provveduto a sollecitare Comune e Regione per la richiesta della calamità naturale, per attingere alle risorse necessarie per ristorare i danni provocati agli operatori del comparto agricolo e produttivo.
Questa è la fase principale di una procedura lunga e complessa che prevede più passaggi dal Comune alla Regione alla Protezione Civile e infine ai Ministeri competenti. Sollecitando immediatamente gli enti locali a fare richiesta (adesso e non dopo la conta dei danni) cerchiamo di garantire tempestività degli aiuti per chi ha subito danni e in questi casi la tempestività è tutto.
Vogliamo fare qualcosa di più e di diverso da quello che siamo abituati a vedere, a dimostrazione che può esserci un modo migliore e alternativo di gestire l’emergenza rispetto a quello approssimativo dei nostri amministratori locali.
Ma gestire l’emergenza non può essere l’unico modo di affrontare questo tema. Azione c’è, su questo come su altri argomenti, e siamo pronti a contribuire a dare vita e mettere in campo da subito un progetto di prevenzione. Perché la logica dell’emergenza è una logica perdente. E a farne le spese sono sempre i cittadini, ai quali esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza per i danni provocati da quest’ultimo, vergognoso, annunciato disastro.