Siamo di fronte all’ennesimo disastro climatico che provoca morte e disperazione, ingenti danni sociali e produttivi, ma chi detiene compiti di governo continua a fare il bello e cattivo tempo come se nulla fosse e per giunta con un deplorevole rimpallo delle responsabilità.

La forte ondata di maltempo che si è abbattuta nel territorio di Catanzaro, del Catanzarese e del Lametino – così come in altre aree della Calabria – ha provocato devastazione e causato la morte di una giovane madre con il figlio di sette anni (e il secondo di appena tre anni è al momento disperso), messo a repentaglio la vita di centinaia di persone, generato sfollamenti e danni incalcolabili al sistema dei trasporti e dell’assetto idrogeologico, causato il blocco del sistema produttivo ed economico dell’intera area.

Tutto ciò ripropone con maggiore insistenza il problema della concreta ed efficace messa in sicurezza del territorio. Ormai, da anni, non si registrano interventi adeguati per fronteggiare attraverso una necessaria manutenzione ordinaria e straordinaria la colpevole situazione di incuria esistente.

Eppure, le risorse ci sono, perché sono esplicitamente previste dal Patto per la Calabria sottoscritto nel 2016 tra Regione e la presidenza del Consiglio dei ministri.

Per sapere che fine hanno fatto i fondi sarebbe utile conoscere – così come prevede appunto l’articolo 8 dello stesso Patto – lo stato di avanzamento dei lavori, che per l’area di Interventi “Ambiente e Messa in sicurezza del territorio” prevedeva ben 1 miliardo e 661 milioni di euro.

Una cifra enorme… Eppure,

registriamo ritardi inaccettabili e ci troviamo di fronte a una classe dirigente protesa quasi esclusivamente a gestire ruoli di potere e di governo per soddisfare interessi di ristrette oligarchie avendo, di fatto, abdicato al ruolo di rappresentanza degli interessi generali e collettivi

Anche la solita richiesta, ex post, del riconoscimento dello “stato di calamità”, pur necessaria, non restituisce la vita a persone innocenti e inermi che pagano un prezzo pesantissimo per la sconcertante negligenza di dirigenti e politici sempre più asserragliati nelle ovattate stanze del potere.

Mentre siamo impegnati con le nostre strutture sindacali a seguire l’evoluzione della situazione e a prestare il nostro contributo e assistenza alle popolazioni e ai lavoratori, chiediamo alla magistratura di accertare e perseguire eventuali responsabili.

La Segreteria Cgil Catanzaro