Non ci sono vie d’uscita, la legge sulla doppia preferenza di genere va approvata. Non si tratta di una battaglia che appartiene a una sola parte politica, ma attiene alla sfera democratica e civile della nostra regione e alla sua proiezione verso l’esterno che è molto più positiva di quella che invece oggi si tenta di far passare”.

Lo ha detto il Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio intervenendo alla manifestazione promossa dalla Consigliera Flora Sculco, firmataria della legge sulla doppia preferenza di genere al Consiglio regionale, a cui hanno preso parte numerose associazioni, sindacati e rappresentanti istituzionali.“Ben venga la mobilitazione da parte di tutti – ha aggiunto Oliverio – e in tutte le sedi, affinché si riesca a dare seguito a un ulteriore spinta verso l’approvazione di questa legge che non è coercitiva rispetto al voto alle donne, lo ricordo, ma espressione di una facoltà democratica nei confronti dell’elettorato. Sono disponibile a ogni confronto su eventuali modifiche statutarie da apportare, ma non si può sfuggire dall’approvazione della riforma.

Discutiamo di tutto, non ci sono pregiudizi di sorta, ma non utilizziamo a pretesto altri argomenti per impedire che ciò avvenga.

Si tratta di principi democratici a cui non si può più derogare”.

La Consigliera Flora Sculco ha invitato sindacati, associazioni e istituzioni alla mobilitazione più larga possibile “per aumentare – ha spiegato – il grado di compartecipazione e sensibilizzazione verso una questione che non è più soltanto un mero fatto legislativo, ma sta diventando qualcosa di molto più importante. Quello che adesso è in gioco è l’emancipazione democratica della nostra regione. Dopo la dolorosa pagina consumata nell’ultimo consiglio, la vera sfida è abbattere un sottofondo culturale maschilista che alberga in Calabria nel mondo della politica, paragonabile soltanto alle barriere architettoniche. Voglio solo ricordare che in trent’anni di regionalismo su 4.800 consiglieri eletti soltanto il 2,3% cento appartiene al genere femminile. Dobbiamo andare avanti”.