Nell’ambito dei servizi offerti attraverso l’Ufficio Studi e Statistiche, la Camera di Commercio di Vibo Valentia anche quest’anno pubblica il rapporto annuale (2018) sull’economia provinciale, nell’ottica della circolarità delle informazioni, per condividere con imprese, istituzioni, professionisti e utenti, dati reali e analisi comparative, anche alla situazione regionale e nazionale, per meglio comprendere le dinamiche locali e consentire di porre in essere strategie e politiche di sviluppo mirate e sostenibili. Il rapporto, di seguito riportato, sarà disponibile, completo di tabelle, sul sito istituzionale www.vv.camcom.it sezione Studi e Ricerche.

A livello nazionale il 2018 si chiude con un segno positivo per quanto riguarda il rapporto tra le aperture e le chiusure delle attività imprenditoriali. Al termine dell’anno, infatti, sull’intero territorio si sono iscritte 348.492 nuove imprese (8.500 in meno rispetto all’anno precedente), mentre 316.877 sono le imprese che hanno chiuso (quasi 6.000 in più rispetto al 2017), con una crescita, conseguentemente, dello 0,52% e con un saldo positivo di 31.615 unità (le imprese italiane registrate al 31/12/2018 erano 6.099.672). In ogni caso, va sottolineato che il dato del 2018, anche se alla fine positivo, rappresenta un rallentamento rispetto a quanto avvenuto nel 2017.Anche nel 2018, come già avvenuto nel 2017, si è rivelato determinante l’impulso delle regioni meridionali per ottenere il dato di chiusura positivo; il 59,2% del saldo finale, infatti, è merito del “Sud e isole”, con una crescita di 18.705 imprese. In aumento le società di capitali, a fronte di una decrescita delle imprese individuali e delle società di persone. Relativamente alle quattro aree della penisola (“Nord-ovest”, “Nord-est”, “Centro” e “Sud e isole”) il tasso di crescita nel 2018 si rivela complessivamente inferiore rispetto all’anno precedente. Su scala nazionale la crescita, come già rilevato, raggiunge lo 0,52%, con il “Nord-ovest” che si attesta sullo 0,19%, il “Nord-est” che riporta un segno negativo, pari a –0,07%, il “Centro” che ottiene lo 0,8% e il “Sud e isole” che raggiunge lo 0,92%. Per quanto riguarda i settori economici, sempre su scala nazionale, segni positivi per il 2018 vengono riportati da attività dei servizi di alloggio e ristorazione (8.318 unità in più), seguita da attività professionali, scientifiche e tecniche (6.093 unità in più) e da noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese (5.915 unità in più); segno negativo, invece, per commercio (6.238 imprese in meno), attività manifatturiere (3.440 imprese in meno), agricoltura, silvicoltura e pesca (1.795 imprese in meno) e costruzioni (1.486 imprese in meno). Dal punto di vista della crescita imprenditoriale, il dato maggiore è raggiunto da sanità e assistenza sociale, con un saldo positivo di 1.503 imprese e un tasso percentuale di 3,59% come crescita annuale. Nell’ambito dell’artigianato, nel 2018 si registra un peggioramento rispetto all’anno precedente, con con 13.433 imprese in meno (nel 2017 le imprese in meno erano state 11.429). Al riguardo, si segnala un risultato positivo per noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese (+1.301 imprese), altre attività di servizi (+757 imprese) e servizi di informazione e comunicazione (+198 imprese), mentre un risultato negativo riportato da costruzioni (-6.722 imprese), attività manifatturiere (-5.488 imprese) e trasporto e magazzinaggio (-1.699 imprese).

Riguardo alle forme giuridiche, in Italia nel 2018 si registra una crescita delle società di capitali, con 66.031 imprese in più e un tasso di crescita pari al 4%; le società di persone, invece, segnano un saldo negativo di -15.388 unità (-1,51% come tasso di crescita) e le imprese individuali (che costituiscono oltre la metà delle imprese esistenti) un saldo negativo di -19.892 unità (-0,62% come tasso di crescita). Altre forme ottengono un saldo positivo di 864 unità, pari a un tasso di crescita di 0,41%.

Su scala regionale si segnalano in crescita il Lazio (10.221 imprese in più), la Campania (7.866 imprese in più) e la Lombardia (4.551 imprese in più); segni negativi, invece, per Piemonte (-1.980 imprese), Emilia Romagna (-925 imprese), Marche (-594 imprese), Friuli Venezia Giulia (-300 imprese), Veneto (-44 imprese) e Valle d’Aosta (-3 imprese).

Il 2018 vede la Calabria al sesto posto della graduatoria nazionale, stessa posizione occupata nel 2017, con un saldo finale positivo di 1.387 imprese. Il tasso di crescita, tuttavia, si dimostra inferiore a quello del 2017, in quanto nel 2018 si registra un +0,75% contro il +1,18% dell’anno precedente.

Passando all’analisi delle cinque province calabresi, si sottolinea come nel 2018 vengano ottenuti tassi di crescita di segno positivo da parte di tutte, anche se i risultati raggiunti si dimostrano in calo rispetto al 2017, a eccezione della provincia di Vibo Valentia, che mantiene il tasso di crescita già riportato nel 2017, vale a dire +1,44%. Questo risultato colloca la provincia di Vibo Valentia, con un totale di 13.654 imprese al 31/12/2018, addirittura al 5° posto della graduatoria nazionale per tasso di crescita (il 1° posto è occupato dalla provincia di Roma con un tasso di crescita di +1,81%), e per il secondo anno consecutivo le consente di essere prima in ambito regionale, precedendo Reggio Calabria (14ª in Italia), Crotone (23ª in Italia), Catanzaro (27ª in Italia) e Cosenza (47ª in Italia).

Per quanto riguarda le forme giuridiche in provincia di Vibo Valentia, la situazione a fine 2018 è la seguente: società di capitali – n. 2.254, saldo di +158; società di persone – n. 1.381, saldo di +3; imprese individuali – n. 9.557, saldo di +23; altre forme – n. 462, saldo di +10. Il saldo totale è pari a +194, sostanzialmente in linea con il 2017 (+191).

Dalla lettura dei dati Infocamere sui settori economici presenti nel “Cruscotto Indicatori Statistici”, riferiti alla provincia di Vibo Valentia per il 2018, emerge che servizi alle imprese è il settore con il maggior tasso di crescita (+4,8%), seguito da trasporti e spedizioni (+3,4%) e da turismo (+2,2%); di segno negativo, invece, attività manifatturiere, energia, minerarie (-0,6%) e costruzioni (-0,1%). Anche nel 2018 i principali settori economici della provincia di Vibo Valentia sono il commercio (28,4%), seguito da agricoltura e attività connesse (20,9%), da costruzioni (11,4%) e Turismo (9,2%). Le attività manifatturiere rappresentano, invece, il 7,7% delle imprese registrate ed i servizi alle imprese il 6,2%. Grazie al “Cruscotto Indicatori Statistici” si possono analizzare ulteriori dati fondamentali, al fine di ottenere una fotografia più completa sull’andamento economico provinciale. Partendo dall’incidenza percentuale delle imprese giovanili per settore economico nel corso del 2018, relativamente al territorio provinciale, il settore turismo si conferma al primo posto con il 18,4% (232 imprese giovanili, in lieve calo rispetto al 2017, anno in cui le imprese erano 247), gli altri settori al secondo con il 18,3% (142 imprese, contro le 145 del 2017) ) e il settore commercio al terzo con il 16,5% (640 imprese, nel 2017 le imprese erano 666). Per quanto riguarda l’incidenza percentuale delle imprese femminili per settore economico nel 2018 in provincia di Vibo Valentia, i risultati sono i seguenti: gli altri settori in prima posizione con il 37,8% (293 imprese, contro le 287 imprese del 2017), le assicurazioni e credito in seconda con il 35,5% (65 imprese, contro le 66 imprese dell’anno precedente) e il turismo in terza con il 28,4% (358 imprese, contro le 345 imprese del 2017). Relativamente all’incidenza percentuale delle imprese straniere sul territorio provinciale nel 2018, si registra come al primo posto si confermi il settore del commercio con il 12,3% (476 imprese, esattamente come nell’anno precedente), al secondo i servizi alle imprese con il 4,0% (34 imprese, nel 2017 erano 33 imprese) e al terzo i trasporti e spedizioni con il 3,9% (13 imprese, mentre nel 2017 le imprese erano 12).

Riguardo alle procedure concorsuali, nel 2018 in provincia di Vibo Valentia i fallimenti sono 7 (con una variazione, rispetto al 2017, di -50,0%, mentre a livello nazionale la variazione è di -6,2%) e non si registrano concordati e accordi di ristrutturazione dei debiti (su scala nazionale la variazione è di -16,5%). Nel 2018 ci sono stati 80 scioglimenti e le liquidazioni volontarie, contro gli 85 del 2017, con una variazione percentuale di -5,9%, mentre in Italia la variazione è stata di 2,1%.

Circa l’aspetto occupazionale, i dati evidenziano che: -i settori economici con il maggior numero di addetti sono il commercio (6.793 addetti), l’agricoltura, silvicoltura e pesca (5.105 addetti) e le attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (4.716 addetti); -mentre i comuni con maggior numero di addetti sono Vibo Valentia (8.157), Pizzo (2.847), Tropea (1.809), Ricadi (1736) e Mileto (1238) che rappresentano i principlai poli di riferimento del sistema produttivo imprenditoriale.

I dati positivi del 2018 sono incoraggianti per il prossimo futuro –commenta il presidente della Camera di Commercio Sebastiano Caffoe dimostrano che il nostro sistema produttivo è vitale e dinamico. Su questa base bisogna puntare ancora di più per rafforzare le politiche di sviluppo del territorio che favoriscano la crescita dimensionale delle imprese e l’espansione dei mercati di domanda, tanto con riferimento ai settori prevalentemente attivi su scala locale (commercio, servizi, costruzioni) che a quelli che possono trovare ulteriori fattori di successo sui mercati nazionali ed esteri (produzione agricola, manifatturiero e turismo, agroalimentare, artigianato).

Bisogna agire anche per superare la crisi del settore edile con la riapertura immediata dei cantieri, investendo in opere pubbliche, per rilanciare un comparto che può essere traino per l’economia del territorio e che, invece, è fortemente penalizzato anche dalla mancanza di un’equa ripartizione di risorse nazionali, come proprio di recente avvenuto con i fondi statali destinati alla manutenzione delle strade e all’edilizia scolastica che avrebbero dato nelle giuste proporzioni, non solo valido contributo alla messa in sicurezza dei luoghi ma una boccata d’ossigeno alle imprese edili della provincia

E’ fondamentale, inoltre, –precisa Caffo- che per i sistemi settoriali portanti del territorio si possano creare percorsi sinergici e trasversali in grado di potenziare i fermenti positivi che si si evidenziano negli specifici ambiti geografici e settoriali. Sarà, infatti, necessario in futuro leggere le dinamiche di sviluppo delle imprese sia in termini di sistemi produttivi locali  che in termini di principali poli di sviluppo con riferimento in particolare agli assi Pizzo-Vibo Valentia-Ionadi-Maierato e Tropea-Ricadi-Nicotera, Mileto-Rombiolo, Serra San Bruno-Simbario. Siamo fiduciosi che le forze imprenditoriali ed istituzionali di questa provincia sapranno  approntare, con le risorse e le eccellenze territoriali, azioni ed interventi concreti in grado di rafforzare le tendenze positive in atto. La Camera di Commercio –conclude il presidente Caffo- in questo è già attiva e pronta a rinsaldare e a potenziare sinergie”.