«Il giustizialismo di Oliverio è relativo: vale per tutti, tranne che per lui». È quanto dichiara la deputata del Movimento 5 Stelle Federica Dieni.
«Il governatore della Calabria – afferma ancora la parlamentare – è stato iscritto nel registro degli indagati per abuso d’ufficio in quanto accusato di aver favorito l’inutile e illegittimo trasferimento del sindaco di Acquaro, dipendente del Comune di Francica, nell’Agenzia regionale per la forestazione, Calabria Verde. Secondo la Procura di Catanzaro, il comando di Giuseppe Barilaro non sarebbe stato casuale, ma dettato da logiche di “strategie politiche” finalizzate a piazzare in un ente strategico della Regione una persona di fiducia in grado di “orientare” il consenso politico dei numerosi operai forestali di Calabria Verde».

«Anche per Oliverio, come per qualsiasi altro indagato – continua Dieni –, vale ovviamente il principio della non colpevolezza fino alla eventuale sentenza di condanna definitiva. È però il caso di ricordare che, nel recente passato, le iscrizioni nel registro degli indagati di tre assessori regionali coinvolti nella “Rimborsopoli” calabrese servirono a Oliverio come pretesto per azzerare l’intera giunta e per sostituirla con un esecutivo tecnico alle sue dirette dipendenze. Per gli stessi motivi fu spinto alle dimissioni l’allora presidente del consiglio regionale e, in seguito a un’altra inchiesta, stessa sorte toccò all’ex assessore alle Attività produttive».

«Ora – aggiunge la deputata 5 stelle – l’indagato è proprio l’intransigente Oliverio, che tuttavia non si è dimesso dalla carica di governatore né sembra avere intenzione di farlo. Strano modo di interpretare le vicende penali, il suo: giustizialista con gli altri, garantista con se stesso. E mentre il governatore propugna e porta avanti il suo interessato relativismo, dalle parti del Pd tutto tace: non una protesta, non una presa di posizione da parte di una maggioranza che è stata arbitrariamente privata del diritto di far parte dell’esecutivo regionale a vantaggio di un gruppo di tecnici che non hanno mai ricevuto il voto dei calabresi».

La politica – conclude Dieni – non è solo consenso elettorale, ubbidienza al capo e conservazione della poltrona: è anche dignità, rispetto verso i cittadini, orgoglio della rappresentanza. Il Pd e il centrosinistra calabrese hanno dimostrato ancora una volta di non possedere nessuno di questi valori.