Il Miur, Dipartimento per la Formazione Superiore e per la Ricerca, ha approvato la domanda di upgrade di Star, nell’ambito dell’Avviso per la concessione di finanziamenti finalizzati al potenziamento di Infrastrutture di Ricerca, in attuazione dell’Azione II.1 del PON “Ricerca e Innovazione” 2014-2020, per un importo di circa 18 milioni di euro.

“Siamo particolarmente orgogliosi di questo risultato – ha commentato il rettore Gino Mirocle Crisci – ad oggi l’Unical è l’unico ateneo italiano ad avere nel suo campus un’infrastruttura di ricerca di valore strategico nazionale. Questo elemento competitivo consentirà all’Unical di figurare per lungo tempo tra gli atenei di eccellenza nazionali”.

Star è il risultato principale del progetto PON MaTeRiA (2012-2016), che aveva come obiettivo la creazione di un’infrastruttura di ricerca sui materiali da inserire nella strategia europea per i centri a base regionale. Questa prima fase è stata realizzata in partenariato con il CNISM, Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze Fisiche della Materia, e con il supporto dell’INFN, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, e del Sincrotrone Trieste.

Si potrebbe dire che Star è dotata di una super macchina fotografica e un super microscopio al contempo, capaci di realizzare immagini 3D ad altissima risoluzione di oggetti che spaziano da sistemi biologici/biomedicali, a reperti di beni culturali o a materiali avanzati per le ingegnerie e le nanotecnologie.

Il cuore di Star è una sorgente di raggi X ad alta energia posta in un edificio dedicato nel campus dell’Unical in cui si trovano l’acceleratore di elettroni e la sorgente laser necessari per il suo funzionamento.

Il nuovo programma appena finanziato è un rafforzamento dell’infrastruttura di ricerca già esistente e già riconosciuta dal Miur tra le 18 nazionali ritenute strategiche e a proiezione internazionale.

La proposta dell’Unical è risultata terza nella classifica nazionale con un punteggio di 95/100 in una graduatoria che va da 70/100 a 97/100. La richiesta è risultata congrua e adeguata, mentre altri progetti hanno subito anche forti riduzioni. Il potenziamento prevede di allargare il campo di indagine alle tecniche di imaging a contrasto di fase ad alta energia e la realizzazione di una nuova linea di microscopia a raggi X dedicata alla materia soffice e al biomedicale. Si rafforzano inoltre la struttura di supporto tecnologico agli utenti e i laboratori associati di scienze e di ingegneria.

“Ora il programma Star – ha sottolineato il rettore – ha le risorse per poter divenire un’infrastruttura di ricerca aperta alla comunità scientifica nazionale, europea e internazionale, così come alle imprese private. Si completerà quindi il Polo Tecnologico dell’Ateneo sul quale, negli ultimi anni, abbiamo concentrato sforzi congiunti, ottenendo importanti risorse. Il programma servirà anche come sbocco per i nostri ricercatori e come area di formazione di alto livello per gli studenti dei sette Dipartimenti che hanno già aderito e di quelli che aderiranno nel prossimo futuro. Adesso è tempo di lavorare per rendere operative le varie strutture del Polo, che contiamo di poter inaugurare entro questo autunno”.