I

l Soroptimist club di Lamezia Terme ha organizzato per domani, 29 gennaio 2019 alle ore 10 all’Istituto tecnico economico “Da Fazio” di Lamezia Terme l’importante incontro con Meghan Renee Reisenauer, studentessa di Environmental Engineering al Massachusetts Institute fon Techonology di Boston, una delle cento esperte di materie scientifiche, nell’ambito del progetto Stem (Scienze, Technology, Engineering, Math) “Le studentesse vogliono contare”.

L’iniziativa è stata promossa dal Soroptimist Italia in collaborazione con il MIT di Boston, l’Osservatorio di Pavia e l’Associazione Gi.U.Li.A, nell’ambito del progetto #100esperte, e l’Associazione italiana donne ingegneri e architetti (Aidia) sezione di Milano. L’obiettivo è quello di far crescere il numero delle ragazze nell’ambito delle STEM, aiutandole a operare scelte consapevoli, non dettate da preconcetti o stereotipi di genere che peraltro incidono ancora fortemente nei momenti di decisioni che influiranno su una vita intera.

“Con il progetto SI fa STEM – ha spiegato la presidente del club lametino Concetta Giglio – portiamo nelle scuole la testimonianza di giovani donne che hanno scelto l’ambito tecnico scientifico e ne sono entusiaste e quella di scienziate che hanno rotto il famigerato soffitto di cristallo. Intendiamo offrire alle studentesse esempi positivi, di chi ce l’ha fatta, e aiutarle ad operare una scelta libera e consapevole”.

Meghan Reisenauer di Moscow, città dello Stato americano dell’Idaho, diplomata nel 2015, studia Ingegneria Ambientale al MIT di Boston; si occupa di ambiente e problematiche varie: cambiamenti climatici, sviluppo sostenibile, energie rinnovabili, smaltimento rifiuti. Molto attiva in ambito universitario, fa parte di Commissioni e gruppi di ricerca per la sensibilizzazione sociale. Meghan domani incontrerà le studentesse lametine e proporrà dei giochi e delle attività sugli usi più efficaci delle nuove tecnologie. L’obiettivo è quello di promuovere l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle giovani donne a partire dalla prima adolescenza.

“Lo scarso numero di laureate nelle facoltà tecnico-scientifiche – ha aggiunto la presidente Giglio – rappresenta una indubbia perdita non solo per il mercato del lavoro nazionale, ma per la crescita stessa economica e sociale del nostro paese come dell’intera Europa (in Italia nelle facoltà scientifiche gli iscritti sono il 68% contro il 32% di iscritte, una distanza che sale fino al 75% contro il 25% al livello di dottorato).

A incidere sulla scelte professionali delle studentesse non sono i risultati scolastici, quanto la convinzione che alcuni ambiti (soprattutto quello legato all’ingegneria) siano tipicamente maschili, l’idea diffusa che una cultura generalista aiuti la conciliazione, ma anche il timore che le discipline Stem presentino maggiore difficoltà, pregiudizio che sta alla base della paura di non farcela e che affonda le sue radici molto lontano, addirittura nella prima infanzia”.