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Oltre al caro carburante, c’è la licenza a punti entrata in vigore nel 2012 e agli altri adempimenti introdotti dal Regolamento comunitario sui Controlli (Reg. CE n. 1224/2009) ad agitare gli animi dei pescatori italiani. Lo sostiene - si legge in una nota stampa - la Federcoopesca-Confcooperative che sottolinea di attendere entro la primavera gli esiti del ricorso presentato quasi due anni fa al Tribunale di primo grado delle Comunità europee contro questo regolamento. “Le cause alla base del malcontento che sta agitando le marinerie italiane hanno radici lontane. Per questo ci siamo mossi per tempo, conoscendo anche i lunghi iter comunitari, per cercare di porre rimedio ad un regolamento che sapevamo avrebbe inciso negativamente sulla attività di imprese e lavoratori” precisa l’associazione. Sette le motivazioni, che fanno leva su eccessivi oneri burocratici e sanzioni sproporzionate rispetto alle infrazioni , alla base di un ricorso ad un regolamento che la Federcoopesca giudica troppo oneroso per gli operatori, difficilmente applicabile e limitativo per la libertà di impresa.
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