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Il Tavolo dei lavori del IX Congresso regionale di Legacoop. Da sin.: Olivo, Abramo, Pellegrino, Robbe, Menetti
“Qualità cooperativa, Qualità imprenditoriale, Qualità della vita”: con questo titolo si è svolto nei giorni scorsi a Catanzaro Lido il 9° Congresso regionale di Legacoop Calabria. L’organizzazione rappresenta circa 400 imprese cooperative e oltre 20.000 soci, che realizzano un fatturato complessivo di circa 200.000.000 di euro, occupa circa 1600 soci e circa 1400 lavoratori dipendenti. Erano presenti al raduno rappresentanti politici e istituzionali, assieme ad un davvero massiccio numero di cooperatori provenienti da tutta la Calabria. All’ordine del giorno, oltre ai temi proposti dalla Presidenza, guidata da Giuseppe Pellegrino, nella ricca e articolata relazione introduttiva - come legalità, federalismo, legislazione cooperativa, crisi economica, gestione regionale dei fondi europei - anche il rinnovo delle cariche direttive. Confermati, a fine giornata, alla Presidenza Giuseppe Pellegrino e alla vicepresidenza Angela Robbe.
I PRESENTI:
Al tavolo, oltre a questi ultimi, il sindaco della Città di Catanzaro, on. Rosario Olivo; la Presidente nazionale di Legacoop, Paola Menetti; il Presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Paolo Abramo; l’assessore regionale al Lavoro, Francescantonio Stillitani, intervenuto, in apertura di lavori, per un saluto istituzionale. Presenti anche il Vice-Presidente nazionale di Legacoop Calabria, Giorgio Gemelli; il Presidente nazionale di Legapesca-Legacoop, Ettore Ianì; il responsabile regionale di Legapesca, Salvatore Martilotti; il Responsabile del Settore Agroalimentare, Tommaso Innocenti. Hanno preso la parola anche Katia Stancato, Presidente Confcooperative Calabria, nonché neoletta portavoce del Forum del Terzo Settore Calabrese; Francesco Capocasale, Presidente AGCI Calabria; Mimmo Luppino, ex sindaco di Sinopoli. Alla tavola rotonda, programmata per discutere di sviluppo, federalismo e cooperazione hanno inoltre preso parte, moderati da Pietro Melia: l’on. Sandro Principe, capogruppo Pd in Consiglio regionale; Sergio Genco, segretario generale Cgil Calabria; gli stessi sindaco Olivo, Presidente Abramo e Presidente Menetti.
L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE PELLEGRINO:
Dal Congresso è emerso con chiarezza che la cooperazione calabrese non esce meno danneggiata degli altri comparti dalla generale crisi economica, che non ha risparmiato evidentemente nessuno. Lo ha sottolineato il Presidente Pino Pellegrino nel corso della sua lunga e molto apprezzata relazione. Questi i punti salienti: si chiede alla Regione la ripresa del Tavolo del Partenariato Sociale, la cui ultima convocazione è saltata, lasciando non poco scontento il mondo cooperativo. “Il dialogo si presenta difficile – ha affermato Pellegrino - , purtroppo sembra di essere ancora in una fase di campagna elettorale, alla quale però non seguono fatti. Si è fatto un passo indietro, rispetto al passato, nella visione del partenariato economico-sociale, da parte della Regione insieme ad alcune organizzazioni sindacali, ma non tutte. La nostra Regione proprio per il basso livello patrimoniale delle imprese presenti sul territorio, ha bisogno di una pluralità di soggetti economici. Rifiutiamo che il partenariato sia rappresentato solo da alcune organizzazioni sindacali, e che i bandi siano elaborati dalla Regione”. Sul fronte legislativo “chiediamo – ha proseguito Pellegrino - alla Regione Calabria di riprendere in mano la Legge 381 del 1991”, ferma al palo ed in attesa da allora dei decreti attuativi, che avrebbero senz’altro dato alla cooperazione gli strumenti adatti per operare meglio a vantaggio dell’economia regionale”. A tal proposito, rafforzando l’esposizione dei fatti, il Presidente Pellegrino ha sottolineato: “Non si può e non si deve perseguire nell’errore di trattare la cooperazione come una qualunque altra forma di impresa. Necessitano strumenti precisi e ad hoc, solo così le potenzialità enormi di questo mondo potranno tradursi in azioni concrete”. Sul fronte legalità, inoltre, il Numero Uno di Legacoop ha detto: “Strumenti come il criterio di aggiudicazione degli appalti per Massimo Ribasso continuano a lasciare spazio alle infiltrazioni criminali, mentre mettono in ginocchio le imprese onestamente impegnate, che pur di lavorare erodono i loro risparmi. Ci siamo trovati anche di fronte a richieste inammissibili da parte di amministratori che segnalano, per così dire, alcune aziende piuttosto che altre: bisogna porre un freno a questo genere di fenomeni”.
TEMI E INTERVENTI DEI PRESENTI
Da qualche tempo, nel mondo cooperativo, si discute in un’ottica unitaria. Lo scorso 27 gennaio a Roma una conferenza unitaria ha appunto affrontato il tema dell’unificazione delle maggiori sigle rappresentanti il mondo dei cooperanti: erano presenti Legacoop, Agc e Confcooperative, che insieme si leggono ACI. L’obiettivo di questo percorso è appunto quello di presentarsi ai tavoli istituzionali, nazionali ma anche regionali, con una maggiore forza di rappresentanza, essendo venute oggi a mancare in gran parte le ragioni che hanno portato in passato alla nascita di distinte sigle, ed essendosi via via nel tempo accomunate molte delle battaglie portate avanti. In questo contesto si è inserita la partecipazione di Katia Stancato, Presidente di Confcooperative Calabria, al Congresso di Legacoop. Stancato nel suo intervento ha fra l’altro sottolineato: “Quello del Presidente Pellegrino è, più che un discorso da Presidente di Legacoop, un vero e proprio programma di governo, che ho davvero molto apprezzato. Voglio rimarcare che il mondo cooperativo, proprio in questo generale contesto che celebra l’Unità del nostro Paese, sta muovendo significativi passi verso l’unità della rappresentanza, e la cosa credo vada sottolineata al di là dell’apparente simbolica coincidenza. Un grazie veramente profondo va – ha proseguito Stancato -, in questo senso, a Giorgio Gemelli, che negli anni della sua Presidenza e oggi con il suo impegno romano, continua a profondere grande passione e lungimiranza per rafforzare dal di dentro il mondo della cooperazione”. “La cooperazione – ha proseguito Stancato – rappresenta un valore aggiunto enorme per la crescita economica del nostro territorio: siamo, come i miei cooperanti mi chiedono sempre di ribadire, cooperative per scelta, mai per incapacità di essere altro. Se avessimo una legislazione adatta alle nostre specificità avremmo la possibilità di garantire un contributo maggiore allo sviluppo dei nostri territori. C’è un uso dalle mie parti che mi piace ricordare perché rappresenta, a mio modo di vedere, il mondo cooperativo: chi entra in un bar paga un caffè per sé ed uno lo lascia pagato per chi arriverà, senza sapere chi sia, nella certezza però che arriverà e potrà beneficiarne. Questo è la cooperazione. Per questo – ha concluso la Presidente di Confcooperative - mi sento di rivolgere a nome di tutti i cooperanti che ho l’onore di rappresentare, alla Regione Calabria, un messaggio: riprendiamo l’iter legislativo iniziato e interrotto nel lontano 1991, usateci e valorizzateci per ciò che più autenticamente siamo, sentinelle del territorio e delle sue istanze”.
Una parziale, ma non rassicurante risposta in merito è giunta proprio nel corso della tavola rotonda che è seguita agli interventi. A darla l’on. Sandro Principe, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, il quale ha affermato che non esisterebbe nell’agenda dell’attuale maggioranza l’intenzione di riprendere il percorso in questione. Soltanto qualche ora prima però, l’assessore regionale al Lavoro, Francescantonio Stillitani, aveva promesso alla stessa platea un incontro a breve, per discutere fra le altre cose anche del cruciale aspetto di aggiornamento legislativo.
Sergio Genco della Cgil, sollecitato da Pietro Melia, ha ripreso il tema della legalità e della gestione dei beni confiscati alla malavita. Sotto la lente le conseguenti difficoltà da parte delle cooperative sociali di operare per la gestione degli stessi beni, tratteggiate dalla testimonianza di Mimmo Luppino, ex sindaco di Sinopoli, il cui consiglio comunale si dimise, dall’oggi al domani, per “motivi di famiglia”, dopo aver intrapreso, come Amministrazione, un progetto di gestione di un bene confiscato mediante una cooperativa sociale fondata allo scopo . “Non sono le cooperative sociali a farla, come dovrebbero, da leone in queste situazioni – ha affermato Genco - . Bisogna rafforzarle e supportarne l’operatività. L’esempio della Sua – ha poi affermato il Segretario CGIL -, con le gestioni commissariali di Ciccone e Boemi, stanno dando in tal senso un grosso esempio dei risultati che è possibile ottenere tramite un impegno e un controllo veri. Sono 70 i milioni di euro – ha precisato Genco – che nel campo della spesa farmaceutica nella Sanità regionale è stato possibile recuperare. Proviamo a pensare a che cosa si potrebbe fare se lo stesso controllo venisse applicato a tutti gli ambiti. La Sua – ha ribadito Genco – è un’esperienza da potenziare, e non come pare si voglia fare, da limitare”. “Ritengo pericoloso - ha poi affermato – l’annuncio dell’assessore Stillitani di gestione diretta di dieci milioni di euro, per un bando a sportello sull’occupazione, emanato dalla Regione. C’è il rischio serio di una gestione clientelare che non aiuta la Calabria ad uscire dalle sue tante emergenze. La Regione segni il passo, esca dalla gestione e si concentri sulla programmazione”.
Ad evidenziare quali altri settori siano da monitorare con maggiore attenzione, per via dei possibili interessi criminali, dovuti alla possibilità di riciclo di denaro al loro interno, il Presidente della Camera di Commercio di Catanzaro. Abramo ha indicato infatti quello della GdO e della DO (Grande Distribuzione Organizzata e Distribuzione Organizzata) e quello dei grandi villaggi turistici come settori a rischio dal punto di vista delle infiltrazioni malavitose. Il sindaco Olivo, proprio partendo dalla lunga attesa dell’aggiornamento istituzionale che il mondo cooperativo lamenta, ha indicato, fra le altre cose, i rischi dell’accentramento nelle mani di una classe dirigente regionale ancora troppo imbrigliata in processi di funzionamento elefantiaci: “Tutto questo si traduce in immobilismo di fatto - ha affermato il Primo cittadino di Catanzaro -, ciò dovrebbe far riflettere sulla necessità di produrre leggi delega, come feci nel mio passato, e di porre attenzione non sulla concentrazione dei poteri, ma sulla loro mirata e lungimirante distribuzione”.
(Rosalba Paletta)
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