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Un momento dell´incontro organizzato presso l´Oleificio Gabro (gruppo agralimentare Brogna) a Lauropoli di Cassano Jonio
Anche in Calabria la filosofia e la cultura del biologico prendono piede. Questa attenzione per l’alimentazione sana e naturale, per una dieta meno esposta all’uso di sostanze di derivazione chimica e comunque concepita in maniera più connessa al corretto equilibrio tra natura e uomo, interessa senz’altro i consumatori della nostra regione, ma registra anche una convinta adesione da parte di produttori molto lungimiranti. In Calabria esistono, peraltro ormai da diversi anni, produttori agroalimentari che hanno accettato appieno la sfida del biologico, soprattutto nel settore dell’olio extravergine di oliva. Non poteva essere altrimenti, del resto, in una terra che garantisce oltre il trenta per cento della produzione nazionale di oro verde. L’olio extravergine di oliva è un alimento sano, completo, dalle straordinarie caratteristiche organolettiche, nutrizionali e salutistiche. E davvero raro, se non addirittura impossibile, a meno di trovarsi di fronte a patologie specifiche, che medici e nutrizionisti non si trovino d’accordo nel consigliare per l’alimentazione quotidiana l’olio extravergine di oliva. Siamo di fronte, quindi, a un prodotto tipicamente mediterraneo che ha superato gradualmente i confini dell’antico mare dei Greci e dei Romani, per trovare convinti estimatori nel Nord Europa, e in particolar modo in Germania e nei Paesi Scandinavi, oltre che negli altri Continenti.
Nelle scorse settimane abbiamo partecipato a Lauropoli, frazione di Cassano allo Ionio, in provincia di Cosenza, all’ormai tradizionale meeting organizzato dall’Oleificio Gabro del Gruppo Brogna. Un'interessante e solida realtà della Sibaritide che, grazie a molto impegno e dedizione, ha anche avuto la capacità di conquistare spazi di mercato all’estero. L’impianto produttivo della Gabro è razionale, moderno ed efficiente, ed ha ospitato una due giorni davvero intensa fatta di incontri in azienda, di dibattiti e confronti diretti sul prodotto e, perché no, di momenti conviviali ed enogastronomici che hanno lo scopo di rinsaldare rapporti umani e di lavoro basati sulla reciproca stima e sulla fiducia. Mario Brogna, agronomo ed esperto olivicolo, mi ha invitato per moderare il convegno che ha fatto il punto, davanti ad un uditorio molto attento, sulle prospettive dell’olio extravergine di oliva biologico e, più in genere, della cultura “bio”. Tra i partecipanti, oltre allo stesso Brogna, primari distributori o importatori del Centro-Nord Italia e di diversi Paesi europei (Mauro Beverari, Fernando Favilli, Matteo Lapiana, Veronique D’avì…), esponenti politici (il sindaco e consigliere regionale Gianluca Gallo, il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio), esponenti delle organizzazioni di categoria (Renato Pastore, presidente di Confindustria Cosenza; Mariella Toscano, presidente di Confagricoltura Cosenza), produttori dalle notevoli capacità com unicative quali donna Cesira Santagata. Dal confronto, e lo diciamo senza alcuna voglia di enfatizzare, è emersa la grande considerazione che primari operatori del settore olivicolo hanno per la Gabro, indicata quale punto di riferimento in termini di serietà e qualità. La Calabria è certo un’area vocata per l’olivicoltura d’eccellenza, ma è anche corretto dire che analoghe condizioni si possono riscontrare in diverse altre regioni d’Italia e di tutto il bacino del Mediterraneo. Primeggiare, quindi, non è semplice, né è scontato confermare fatturati e ordini su mercati sempre di più esigenti e pronti a confrontarsi con un vasto panorama di fornitori. Tutti gli intervenuti hanno manifestato sentimenti di rispetto per il lavoro dei fratelli Brogna.
Assieme a Giuliano Sindona, giovane manager della Gabro, abbiamo raccolto i dati salienti della produzione di una delle principali realtà olivicole della Sibaritide. La scelta del biologico è ormai predominante (circa il 60% del totale prodotto). Gli uliveti, siano essi di proprietà o di altri produttori che conferiscono le loro olive, sono in gran parte ubicati nel territorio di Cassano allo Ionio, ad un’altitudine compresa tra i 200 e i 400 metri. Le cultivar principali sono la Grossa di Cassano e la Roggianella (o Tondina), entrambe dal carattere forte, e poi le Frantoio, Carolea e Leccino, che nei diversi blend conferiscono armonia e sentori molto particolari. A proposito dell’uso di cultivar autoctone o comunque assai diffuse, vogliamo ricordare che la Calabria, dallo Stretto di Messina al Pollino, offre un ventaglio di proposte davvero straordinario. Siamo una terra ricca di specie olivicole pregiate e, peraltro, le antichissime tradizioni produttive così come le tecniche di coltivazione e lavorazione, fanno sì che ogni produttore abbia puntato su originali blend o monocultivar, o comunque su formule molto soggettive e dalla forte identità. Le miscele più pregiate della Gabro hanno ottenuto risultati ragguardevoli. Il 70% circa della produzione è assorbito dall’esportazione, con punte massime in Svezia, Danimarca, Germania, Giappone.
Abbiamo vissuto direttamente il meeting della Gabro, nella convinzione, peraltro, che proprio per valorizzare e promuovere appieno il sistema agroalimentare, in Calabria sia anche giunto il momento di non affidarsi ad una comunicazione troppo spesso frettolosa e sbrigativa, e nel peggiore dei casi anche superficiale. Una sistema di comunicazione qualificato e professionale può rappresentare, infatti, il vero valore aggiunto per un mondo che deve ancora esprimere tutto il proprio immenso potenziale. Lo spirito che ha pervaso l’intera manifestazione, sia da parte dei numerosi ospiti italiani ed esteri sia dei volitivi organizzatori, merita di diventare di dominio pubblico e quindi di essere comunicato all’esterno. La Calabria può proporre e vendere al mondo, a partire dalle eccellenze agroalimentari, la propria “anima” e il proprio genio, il proprio inconfondibile stile di vita frutto di millenni di storia. Se non sapremo farlo, la nostra competizione sui mercati globali sarà affidata solo alle leggi del denaro, del prezzo, della speculazione. Ma su questo piano siamo destinati inesorabilmente a perdere. La Gabro e i fratelli Brogna ci hanno offerto un esempio positivo e da imitare.
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