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Riunito a Lamezia Terme il Tavolo del Lavoro Calabria: al centro del dibattito la costruzione di una nuova classe dirigente per lo sviluppo

La neo portavoce Rosy Perrone (Cisl Calabria) ha spiegato le priorità del neonato Gruppo operativo che si ispira ai valori cristiani e alla Dottrina Sociale della Chiesa



Rosy Perrone, neo portavoce del Forum Calabria Lavoro

Rosy Perrone, neo portavoce del Forum Calabria Lavoro

Una nota stampa congiunta rende noto che Acli, Cisl, Cdo, Confcooperative, Confartigianato, Mcl, quali firmatari del documento “Valori cristiani e lavoro nel III Millennio”, intendono rispondere agli appelli fatti dal Papa Benedetto XVI, affinchè i cattolici impegnati nelle Istituzioni e nella società si facciano classe dirigente attiva, propositiva e percettibile nell’affrontare la grave crisi economica che investe la nostra società. Queste organizzazioni - si legge nel testo -, unite dalla comune matrice cristiana, hanno come riferimento i principi della Dottrina Sociale della Chiesa, ed è per questo che ritengono fondamentale assumere un ruolo da protagonisti attivi nella società di oggi, affinchè diventi prioritaria ogni azione posta a difesa del rispetto e della promozione della dignità della persona umana nell’ambito di una diffusa giustizia sociale. Da questa esigenza nasce il Forum del Lavoro Calabria!

 

       “Nell’ambito del lavoro – si legge nella nota stampa - la priorità per le Istituzioni e le forze politiche e sociali, deve mirare alla salvaguardia di tutto quel patrimonio produttivo ed occupazionale che rischia di essere depauperato da una recessione economica, che non ha certamente risparmiato la Calabria.  Per questo - prosegue la nota - , è dovere dei cittadini impegnati nel mondo del lavoro, interrogarsi sui percorsi da intraprendere affinchè le opportunità rappresentate dalla disponibilità di conoscenze, tecnologie e di risorse finanziarie possano essere utilizzate per rendere equo e sostenibile lo sviluppo economico. Se è vero che la globalizzazione dell’economia ha consentito l’accesso di centinaia di migliaia di persone al lavoro retribuito, fuoriuscendo  dalla condizioni di sussistenza, è altrettanto indubbio come la soluzione agli annosi problemi delle regioni più deboli non può essere ricercata nel ritorno verso politiche economiche di matrice assistenzialistica, ma al contrario bisogna incentivare e sviluppare capacità e responsabilità d’impresa, che da sole possono creare economia reale”.

 

“Compito della politica e delle Istituzioni è, con il contributo delle forze sociali – leggiamo inoltre -  quello di favorire l’accesso alle opportunità di risorse e tecnologie,valorizzare il ruolo delle persone, dei nuclei familiari e la sussidiarietà tra azione politica e corpi intermedi, e tra stato e comunità locali come processi idonei a favorire la coesione sociale. Alla tradizionale necessità di conciliare gli interessi tra capitale e lavoro, si aggiunge l’esigenza di trovare giusti equilibri tra le tutele di chi lavora e di chi è escluso dal mercato del lavoro, tra diritti dei lavoratori ed il rispetto dei cittadini utenti dei servizi, tra generazioni anziane e giovani. Obiettivi - prosegue ancora la nota stampa - , questi che possono essere raggiunti attraverso l’esercizio diffuso della responsabilità sociale. Il riconoscimento del ruolo delle rappresentanze sociali nelle imprese ,nella pubblica amministrazione, mette in rilievo la centralità delle persone ,nella dimensione della valorizzazione delle risorse umane negli ambiti produttivi, e pone l’attenzione ai bisogni dei cittadini, siano essi consumatori, utenti di servizi, risparmiatori o contribuenti. Competizione, mercato, società aperte, sono condizioni importanti per stimolare e mobilitare  le risorse in modo efficiente, ma sono sempre i valori a fare la differenza".

 

     "I Valori – si sottolinea nel comunicato stampa - che costituiscono quel capitale sociale che sta facendo la differenza tra le comunità aperte, innovative e solidali e che realizzano la migliore combinazione tra crescita economica e coesione sociale. E’, quindi compito della dell’associazionismo che si ispira alla dottrina sociale della chiesa promuovere la diffusione di questi valori, i quali devono caratterizzare comportamenti concreti dei dirigenti. Bisogna credere che le politiche di sostegno alla famiglia possono essere un obiettivo di modernizzazione del Welfare e una straordinaria possibilità di contrastare la crisi economica garantendo la sostenibilità della domanda interna di prodotti e servizi delle famiglie”.

 

       “Un nuovo protagonismo delle associazioni di ispirazione cattolica è necessario – si spiega nella nota stampa - per rivitalizzare la qualità dell’azione sociale e della politica  ed a ricostruire il sistema dei valori, sui quali iniziare una nuova fase di sviluppo della nostra Regione. Lo sviluppo della Calabria - è scritto più avanti nell'articolato testo - non dipenderà dalla quantità di risorse che verranno trasferite, che assumono fondamentale importanza in un circuito virtuoso di crescita, ma molto dipenderà dalla capacità delle classi dirigenti di rimediare i problemi e le distorsioni che quotidianamente portano ad una dissipazione inaccettabile di capitale umano, finanziario ed ambientale. Se la politica e la società civile mettono al centro delle proprie iniziative il bene comune, la Calabria così come l’intero Mezzogiorno d’Italia sarà in grado di ritagliare un ruolo da protagonista nelle sfide economiche e sociali”.

 

       La manifestazione del 28 settembre 2010 a Reggio Calabria, “ Classe Dirigente, Bene Comune, Sviluppo. Ripartire dai valori per un nuovo Mezzogiorno”, svoltasi contemporaneamente in altre città Napoli, Bari, Palermo, organizzata dal Forum delle persone e delle associazioni cattoliche nel mondo del lavoro, ha rappresentato “un’occasione ed un’opportunità per mettere in campo proposte e dinamiche di sviluppo che possano partire da un raccordo sinergico, tra quanti e sono tanti, operano e lavorano per costruire ed offrire un futuro di speranza, soprattutto ai giovani”.

 

“Anche nella nostra regione - puntualizza il testo - si è provveduto alla  costituzione del “Forum delle persone e delle associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro” (appunto il Forum Lavoro Calabria) e si è indetta una conferenza stampa che si è tenuta giovedì  24 marzo, nella segreteria regionale della Cisl. Lavoro e famiglia sono il fulcro dell’azione delle organizzazioni che intendono cooperare insieme nel Forum Lavoro. Il Forum per il lavoro, proporrà progetti, studi ed iniziative concrete per creare un contesto favorevole alla promozione del territorio e sviluppare e far conoscere le nostre realtà produttive ed associative e le risorse esistenti e per irrobustire il tessuto diffuso delle microimprese".

 

Secondo la neoportavoce del Forum Lavoro Calabria,  Rosi Perrone, dirigente regionale della Cisl, "il Forum nasce sul principio condiviso dello stare insieme sui valori proposti dalla Dottrina Sociale  per dare la possibilità ai cattolici impegnati nel sociale di essere presenti nella progettazione e nella fase di concreta attuazione della ripresa, dello sviluppo, della crescita, per superare l’attuale fase di crisi economica globalizzata. Per chiudere con il concetto  mortificante di  “Questione Meridionale” e passare all’Opportunità per, dal e con il Meridione, e nello specifico della Calabria Vogliamo modificare il modo di intendere e percepire la Calabria anche all’interno del Sud. Pensiamo alle nuove frontiere di sviluppo in Africa e Vicino Oriente, all’area del Mediterraneo non crediamo di poter cambiare il mondo,  per questo abbiamo deciso di concentrarci solo su alcune argomenti, senza fare i tuttologi. La Pubblica Amministrazione non può e non deve rappresentare la fucina del lavoro, gli Enti locali non possono essere l‘unica fonte di occupazione; ci muoveremo per strutturare il lavoro endogeno da creare e favorire, per valorizzare le imprese che ci sono, ed incentivare la presenza di nuove attività imprenditoriali anche  sostenendo  la cultura della cooperazione  anche per quei lavoratori che fuoriescono dalle imprese, modificando l’idea vecchia di lavoro solo dipendente, centrando l’attenzione sui settori dell’energia, dell’agricoltura, dell’innovazione e della ricerca della formazione collegata a scuola ed università, favorendo l’inserimento di giovani, donne ed immigrati, con attenzione alle politiche per la famiglia nell’ottica del perseguimento del bene comune".




Quotidiano Economico Online www.calabriaeconomia.it
26 marzo 2011




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