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Si è svolta presso la Parrocchia San Nicola di Catanzaro, la Veglia “Giovani e Lavoro” organizzata a livello nazionale da ACLI - CISL - MCL. A darne notizia un comunicato stampa ufficiale. L’iniziativa rientra nelle manifestazioni della cristianità in occasione della Beatificazione di Papa Giovanni Paolo II che, nel corso del suo lungo Pontificato ha posto all'attenzione della Comunità ecclesiale e civile sui temi del lavoro e in particolare, del lavoro giovanile, richiamandoci a celebrare il trentennale della Sua enciclica Laborem Exercens, pietra miliare della Dottrina Sociale della Chiesa.
L’evento - si legge nel testo - è stato coordinato a livello territoriale da Salvatore Conforto, Responsabile Provinciale ACLI; Domenico Cubello, Segretario Generale CISL Catanzaro; Silvestro Giacoppo, Responsabile Provinciale MCL e da Claudio Venditti, Ufficio Pastorale del Lavoro della Diocesi di Catanzaro - Squillace. La veglia è stata officiata da S. E. Monsignor Antonio Ciliberti e da Don Sergio Iacopetta. S.E. Monsignor Ciliberti nell’omelia ha ripercorso i tre momenti della veglia, scanditi dalla lettura dei brani estrapolati dalle tre encicliche papali: Laborem excercens, Sollicitudo Rei Socialis, Centesimus Annus.
Nella sua profonda riflessione ha sottolineato come: “L’uomo, quale epifania di Dio, è sollecitato a cooperare con l’opera creativa del Signore. Tutti possiamo fare questo attraverso la nostra dimensione culturale e carismatica, la cui progettualità deve essere coordinata dalle istituzioni”; “I giovani devono essere tenuti in debito conto, perché la loro professionalità sia messa a disposizione della società”; “Il lavoro non deve essere strumentalizzato dall’uomo per i propri fini egoistici, ma deve svolgersi nel rispetto del principio di sussidarietà”; infine: “L’uomo ha bisogno di Dio, Dio è indispensabile all’uomo, Dio ama ogni uomo”.
Durante la celebrazione della preghiera, un significativo intervento, nello spirito dell’iniziativa, è stato offerto dalla testimonianza di una giovane insegnante precaria, Anna Musolino, che ha descritto la situazione in cui versano i precari del mondo giovanile, evidenziando i temi della disoccupazione, che incide maggiormente su giovani e donne, soffermandosi sulle difficoltà legate alla nostra realtà nazionale e territoriale, nello specifico. Nella testimonianza è emerso un messaggio di ottimismo e di speranza, soprattutto per quanto riguarda la forza che deve partire dalle nuove generazioni al fine di creare una consapevolezza e un atteggiamento critico e attivo.
La veglia è stata un’occasione per rilanciare la necessità di attuare politiche attive del lavoro, a sostegno dei giovani, richiamando le istituzioni politiche, spesso manchevoli e assenti nel raggiungimento di questo primario obiettivo. Il nostro è un territorio che ha bisogno di sviluppo e innovazione, e per fare questo occorre la mobilitazione e la partecipazione di quel prezioso capitale umano, sociale e intellettuale che solo i giovani sono in grado di apportare con spontaneità, impegno e fiducia nel cambiamento. Fare rete, cooperare, attivare un dialogo sociale a 360°, lontano da campanilismi e faziosità, questo è il valore aggiunto che i giovani calabresi possono e devono dare e il messaggio principale dell’evento.
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