Caro carburante e speculazioni, il Presidente Cia Calabria Podella lancia l’appello: I ristori non bastano

«I provvedimenti delle ultime ore del Governo centrale e della Giunta regionale della Calabria, riguardanti crediti d’imposta e ristori sul caro carburante, seppure importanti, non hanno affatto risolto il problema. Hanno solo alleviato la difficoltà immediata di agricoltori e trasportatori sulle spese già affrontate e, in piccolissima parte, su quelle da affrontare fino a dicembre». A dichiararlo è il Presidente di Cia-Agricoltori Italiani della Calabria, Nicodemo Podella, che punta il dito contro i reali nodi irrisolti della crisi che sta colpendo duramente il settore primario e i consumatori.
Secondo il Presidente Podella, le misure tampone introdotte dalle istituzioni non affrontano la radice della crisi, lasciando spazio a chi continua ad arricchirsi ingiustamente: «Questi interventi non hanno toccato minimamente gli speculatori, che continuano a macinare utili immensi sulle spalle di tutti, coltivatori e cittadini. Oltre ai colossi dell’energia, assistiamo ormai da tempo a una speculazione spietata messa in atto dai grandi gruppi dell’industria e della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) che governano la filiera agricola: è inaccettabile che agli agricoltori e agli allevatori vengano pagati prezzi all’origine che non coprono nemmeno i costi di produzione. La Cia Calabria chiede a tutta la politica, di qualsiasi colore o formazione – sindaci, presidenti, assessori – e a tutte le istituzioni, così come al popolo calabrese e italiano, di unirsi alla nostra battaglia. Dobbiamo fermare questi speculatori senza coscienza che si coprono sotto l’alibi delle guerre per accumulare ricchezza».
E’ urgente e necessario, come richiesto dalla nostra Organizzazione – prosegue Podella – che venga convocata una Conferenza Nazionale sull’Agricoltura, per affrontare e sciogliere una volta per tutte i nodi veri della questione, rappresentata dallo squilibrio a danno della produzione tra prezzi sullo scaffale che penalizzano fortemente i consumatori e prezzi all’origine che uccidono l’agricoltura italiana.
Il messaggio di Podella assume i toni di una vera e propria mobilitazione sociale e civile contro i grandi monopoli e le storture del mercato, evidenziando il rischio del collasso economico per le generazioni future.
«Non possiamo più stare a guardare mentre i poteri forti di questo sistema mettono i piedi in testa a tutti, pensando che nessuno li possa fermare – incalza il Presidente regionale di Cia. – Al contrario, fermarli è possibile se restiamo uniti: agricoltori e consumatori, insieme ai sindaci di ogni schieramento politico. Dobbiamo aiutare la politica che ci governa ad affrontare, con il potere e gli strumenti che le derivano dalla Costituzione e dalle leggi, questi pochi soggetti che hanno messo in ginocchio l’Italia, l’Europa e il mondo intero senza che nessuno li contrastasse».
«Adesso basta, è ora di finirla – conclude Nicodemo Podella. – Dobbiamo farlo per i nostri figli e per il prossimo, altrimenti per la nostra terra e per la nostra economia non ci sarà alcun futuro e, per quanto ci riguarda, come Cia-Agricoltori Italiani, continueremo i presidi in tutta Italia fino a quando le risposte non assumeranno carattere strutturale».