La Calabria, che testimonia il suo glorioso passato magno-greco e che guarda al presente e al futuro nel segno della Bellezza, come unica via possibile per contrastare le disarmonie dilaganti.

Questo il messaggio forte e chiaro lanciato dal direttore artistico di Armonie d’arte Festival Chiara Giordano, nella conferenza stampa di presentazione della diciannovesima edizione del festival nella Sala Stampa della Camera dei deputati: un cartellone che si può, senza dubbio, definire memorabile, ampio, di profilo internazionale altissimo, con prime assolute, produzioni proprie, esclusive italiane, sperimentazione, ricerca, e nello stesso tempo larghi spazi di attenzione per le risorse del territori e i giovani.

Al suo fianco, al tavolo degli interventi, alcune delle principali le istituzioni pubbliche e i partner che sostengono e supportano il festival, condividendone la visione e lo spirito: la Regione Calabria con l’assessore alla Cultura Maria Francesca Corigliano, il Ministero per i Beni culturali con la dottoressa Elisa Nisticò, delegata del direttore del Polo museale della Calabria Antonella Cuciniello,  il Comune di Locri con il sindaco Giovanni Calabrese e il Comune di Borgia, con l’assessore alla Cultura Giovanni Nobile, l’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro con il suo presidente Pino Soriero; con messaggi scritti e video clip hanno fatto sentire la vicinanza anche il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo,  il direttore del parco archeologico di Locri Rossella Agostino, il presidente di Italia Festival Francesco Perrotta, il presidente della Bcc Centro Calabria Giuseppe Spagnuolo.

Una Calabria che reagisce all’immagine mainstream che la vuole solo terra di disarmonie e disgregazione è quella raccontata da Armonie d’arte, un festival che, tenendo insieme un profilo di respiro internazionale e l’attenzione alla vivacità culturale e artistica di un territorio che non si rassegna, da diciannove anni ha proiettato la Calabria sui circuiti culturali del panorama mondiale.

Per farlo, ha scelto come luogo d’elezione uno dei siti archeologici più importanti del Sud Italia, quel parco archeologico “Scolacium” che, delle origini nobili della Calabria, è uno dei segni tangibili più significativi. Uno scenario di bellezza e culla di ispirazione artistica rafforzata dalla proiezione in sala di un video che raccoglie il fascino del sito e gli omaggi degli artisti che lo hanno abitato con la loro arte. «Il festival Armonie d’arte – ha dichiarato l’assessore regionale Corigliano – è la traduzione concreta dell’azione che la Regione Calabria ha messo in campo nel settore Cultura con un investimento generale in questo segmento di 25 milioni di euro.

Risorse che hanno un’importante ricaduta, non solo in termini strettamente artistico-culturali, ma anche in termini occupazionali e di incentivi al turismo. Armonie d’arte festival ne è la dimostrazione». Un festival connotato dalla condivisione di intenti con le altre realtà che costituiscono il tessuto culturale del territorio, un legame indissolubile quello del festival con il parco Scolacium e il suo incanto (che ha saputo avvincere l’immaginazione e la fantasia di tutti gli artisti che lo hanno calcato) formalizzato nel rapporto di mutua collaborazione fra Armonie d’Arte e il Mibact, come ribadito dalla dott.ssa Nisticò. Gli interventi di Leonetta Bentivoglio, giornalista e massima esperta in Italia della figura della grande coreografa Pina Bausch (cui il festival renderà omaggio nel decennale della sua morte) e di Ninnì Romeo, fotografa personale della danzatrice tedesca, hanno completato il quadro. «Il modo migliore per ricordare Pina Bausch – ha detto Bentivoglio – è farlo con le parole a lei dedicate da Federico Fellini che la definì “santa sui pattini a rotelle”, condensando in una frase l’essenza dell’artista che si muoveva con disinvoltura fra l’immaterialità e la sensualità, come traspare nelle sue coreografie. La presenza della sua compagnia, la Wuppertal Tanztheater in esclusiva per Armonie d’arte, è un grande ritorno dopo una lunga assenza dall’Italia». Quasi come conclusione della conferenza stampa, alla quale hanno dato il loro contributo anche alcuni degli importanti artisti che compaiono nel cartellone 2019 – il coreografo Micha van Hoecke, il regista Marco Gandini e l’art director Daniele Cipriani – le parole del sindaco di Locri.

«La mia terra – ha detto Calabrese – ha un passato pesante, ma ha tanta voglia di riscatto e di risveglio. Armonie d’arte è per la nostra città una grande opportunità in tal senso». Motivo d’orgoglio anche per l’assessore comunale alla Cultura di Borgia Nobile, fare parte di quel brand che Armonie d’arte ormai rappresenta nella percezione della Calabria. Alternandosi con gli interventi istituzionali, Chiara Giordano ha illustrato e spiegato l’“anima” del cartellone 2019.

Ogni anno un tema diverso anima la programmazione, da protagonista o da contro canto; e per la diciannovesima edizione, da luglio a settembre 2019, il direttore artistico Chiara Giordano ne ha individuato uno in grado di coinvolgere davvero tutti: Sitos & Food, Anima Mundi. Se nel concetto di “armonia” risiede anche quello di “bellezza”- spiega Chiara Giordano – allora un respiro universale è avvertito dal singolo uomo come da interi popoli; ma se ancor più forte è la percezione di universalità che la creatività artistica restituisce, allora è bello scorgere, in contrappunto, un tema che appartiene alla materialità quanto all’immaterialità, alla carne quanto allo spirito: il cibo. Dell’anima, del corpo, sempre una necessità. Dalla notte dei tempi. Abbiamo pensato, quindi, alla parola greca Sitos – lingua internazionale antica – e a quella inglese Food – lingua internazionale contemporanea – per creare un ponte ideale tra il passato, matrice nobile del mondo occidentale moderno, e il nostro tempo che guarda al futuro, nel segno di una comunanza tutta posta nel familiare quanto filosofico latino di “anima mundi”.

La mela, con la sua potente valenza simbolica, ne esprime sintesi e immagine. Questo il festival 2019 amerà raccontare, suggerire, porgere. Il “cibo”, così, sarà un lieve contro canto, ma anche un riferimento puntuale che, attraverso testi, degustazioni a tema, incontri, ricettari d’epoca, accompagnerà le performance di musica, danza, teatro, quindi il cartellone principale del festival che rimane prioritariamente di spettacolo dal vivo, con un programma che cerca di coniugare il respiro internazionale all’attenzione per il territorio, la forte spinta produttiva, la ricerca, la creatività dei giovani, alla valorizzazione dei luoghi, con un team man mano più solido e competitivo, pur in un tempo in cui il rischio di carestie materiali ed etiche è ancora perdurante.

Un cartellone articolato, con artisti internazionali, giovani emergenti, produzioni, esclusive e una grande attenzione generale al profilo femminile; cinque sezioni principali, I solisti, Gli anniversari, Non solo spettacolo, La nostra Bellezza, E-Venti, con cinquanta spettacoli e attività collaterali; e poi mostre, workshop, residenze artistiche, incontri, degustazioni.

Apre il festival Ute Lemper con un progetto esclusivo per Armonie d’Arte. Un percorso poetico lungo il Novecento musicale, il 20 luglio al Parco archeologico di Locri, in uno spazio diverso da quello d’elezione di Armonie d’Arte, quale gesto etico di valorizzazione di un luogo troppo spesso indicato solo come simbolo di criticità. Il 26 luglio arriva Dulce Pontes con il suo ensemble, ed è la voce del Fado da Amalia Rodriguez a Morricone. Il 2 agosto è la volta di Shine, lo spettacolo dedicato alla luna (nei cinquant’anni dell’allunaggio) e ai Pink Floyd di Misha van Hoecke. Sua la regia e le coreografie, con la musica dal vivo eseguita dai Pink Floyd Legend e sul palco i Solisti e il Corpo di ballo di Daniele Cipriani Entertainment. Ad agosto il festival produce in prima assoluta, con nuovi e sperimentali allestimenti, due opere liriche tra le più amate e con un cast che vede voci tra le più apprezzate nel contesto internazionale proprio per i vari ruoli del caso, con Orchestra in residenza diretta da Leonardo Quadrini: Pagliacci, il 9 agosto, che è anche il giorno dei cent’anni della morte di Leoncavallo, con Piero Giuliacci, Alberto Mastromarino, Rossana Potenza, Coro lirico siciliano, consulenza di didattica registica di Francesco Micheli, e Tosca, il 23 agosto, con Dimitra Theodossiu, Francesco Anile, Carmelo Caruso, Coro lirico Cilea e la regia di Marco Gandini. Nel cartellone spicca poi su tutto la “Settimana OMAGGIO A PINA BAUSCH” nei dieci anni dalla morte: dal 9 al 15 settembre a Catanzaro,  la madre del teatro-danza, icona ormai del linguaggio artistico contemporaneo con la sua indimenticabile genialità, sarà lprotagonista di mostre, workshop, proiezioni, incontri e performance; in particolare, di enorme rilievo e straordinario evento per tutto il Paese, sarà la prima esecuzione italiana di Since She, l’ultimo lavoro di Dimitris Papaioannou, l’ecclettico visionario coreografo oggi considerato una stella assoluta nello scenario mondiale) creato per la storica compagnia TanzTheater Wuppertal Pina Bausch, (13, 14, 15 settembre al Teatro Politeama). Tra le novità del cartellone di quest’anno anche un progetto speciale dedicato a valorizzare, per la prima volta con attività spettacolistica strutturata, il fantasmagorico Museo all’aperto Musaba (Mammola- Rc) di Nik Spatari nei cinquant’anni dalla creazione.

 

Il programma completo, con tutte le attività collaterali, ogni informazione su www.armoniedarte.com