Riunione congiunta e aperta dei Consigli delle C.C.C.I.I.A. di Crotone, Vibo Valentia e Catanzaro, presso la sala consiliare della Provincia di Catanzaro, ieri mattina 05.08.2019 per fare una riflessione sugli effetti della riforma avviata dal decreto legislativo 219/2016 e dai successivi decreti di razionalizzazione e accorpamento che riguarda anche le tre Camere di commercio dell’area centrale della Calabria.

Nel corso della riunione, alla quale hanno partecipato, oltre ai Presidenti delle Camere interessate, anche esponenti di altre forze politiche, la Deputata Elisabetta Barbuto ha ribadito quanto da sempre sostenuto, unitamente alla collega Senatrice Margherita Corrado, in merito alla previsione normativa che prevede l’accorpamento delle camere di commercio di Crotone, Catanzaro e Vibo Valentia. Secondo le stesse, infatti, è importante che si mantenga l’autonomia di ogni singola Camera oggi interessata dalla riforma perché la riduzione degli enti, in seguito all’accorpamento, non porterà alcun giovamento ai territori che necessitano, come già evidenziato, della presenza competente delle istituzioni camerali che garantiscano il massimo sostegno allo sviluppo.

Anche in questo caso, così come nel precedente incontro avvenuto al Mise ed al quale ebbe modo di partecipare, unitamente alla rappresentanza crotonese, la senatrice Corrado è stata manifestata la  più ampia solidarietà alle Camere di Commercio di Vibo, Catanzaro e Crotone e la massima disponibilità a sostenerne le istanze che vengono ritenute fondate e legittime e, peraltro, sostenute da una pronunzia giurisprudenziale che ha sollevato il profilo della legittimità costituzionale con rimessione degli atti alla Corte competente. Secondo il punto di vista dell’esponente pentastellata, l’accorpamento sarebbe dannoso per l’economia e lesivo dell’autonomia degli enti camerali, senza considerare le indubbie conseguenze negative che il processo di accorpamento riverserebbe sui territori e sul loro tessuto economico-produttivo e nei confronti delle imprese, delle associazioni di categoria e di tutte le istituzioni legate al sistema delle camere di commercio. Ben venga, pertanto, l’ipotesi di una modifica della legge che preveda non più l’obbligatorietà dell’accorpamento, ma lo lasci in facoltà delle singole istituzioni camerali che, comunque, dovranno necessariamente cooperare per lo sviluppo dell’intera area centrale della Calabria, in un’ottica di pariteticità ed uguale dignità riconosciuta a ciascuna di loro.