E’ auspicabile un forte segnale di cooperazione tra Stato e Regione dall’incontro che si terrà domani a Catanzaro tra il Ministro per il Sud Barbara Lezzi e il Presidente della Regione Mario Oliverio. Si svolge infatti subito dopo la presentazione a Roma delle Anticipazioni Svimez, cui hanno partecipato sia  il Ministro che il Presidente”.

Lo afferma in una nota il presidente Comitato Svimez, Pino Soriero. 

“La priorità è assoluta giacchè la Calabria è la regione dimostra il più elevato dinamismo (il PIL nel  2017 + 2% e nell’ ultimo biennio addirittura  + 4,1% ).

Insomma la Calabria sta provando a rialzar la testa col protagonismo attivo d’imprese private e  una migliore capacità della Regione a programmare e utilizzare in tempo i fondi europei,(assieme all’Agenzia per la Coesione). Ha bisogno quindi della massima attenzione e impegno dello Stato, superando la tradizionale dialettica tra ottimisti e pessimisti. Si deve intervenire adesso per affrontare in tempo i fattori negativi inquietanti (disoccupazione, emigrazione intellettuale, incursioni e ramificazioni della mafia e dei gruppi affaristici) che altrimenti farebbero prevalere la desertificazione sociale e civile della nostra terra.

Una Calabria che cominci a uscire dalla rassegnazione giova all’Italia intera, forte dell’interdipendenza tra Nord e Sud (la domanda interna di consumi e investimenti dal Sud spinge il 14 % del pil del Nord , ben 186 miliardi a prezzi correnti). Lo Stato deve fare quindi  tutta la sua parte e accompagnare ogni segnale virtuoso del capitale umano meridionale, evitando  ogni forzatura egoistica di alcune  Regioni che, in nome di una autonomia rafforzata, pretendono di squilibrare la tutela dei servizi essenziali per tutti i cittadini, garantiti dalla Costituzione.

Due sono gli obiettivi prioritari:

  1. il riequilibrio, sin dalla prossima legge di bilancio, nella allocazione generale della spesa pubblica, applicando la legge già in vigore sul criterio del 34% delle risorse rapportato alla percentuale della popolazione.
  2. la immediata sperimentazione delle Zone Economiche Speciali (ZES) con agevolazioni tali da attrarre nuove imprese e nuova occupazione, a partire da Gioia Tauro, già negli anni scorsi primo porto del Mediterraneo.

Siano questi due segnali strutturali verso quei giovani che oscillano tra la tendenza “spontanea” alla fuga dal Sud e la voglia di contribuire al riscatto civile della propria terra: “Il Sud è utile anche al Nord, all’Italia e all’Europa: è un luogo denso di antica storia ed oggi pronto ad estirpare mafia, clientelismo, rassegnazione, rafforzando a tutti i livelli  la barriera della coerenza etica”.

 

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