I dati dell’Istat parlano chiaro. Esiste un forte scarto fra i consumi e il reddito disponibile degli italiani. Uno ‘spazio’, questo, in cui si possono inserire le ipotesi di flat tax allo studio del nuovo governo guidato dal premier Giuseppe Conte.

Abbassare le tasse, infatti, alle aziende e alle persone fisiche, questa è l’idea, potrebbe permettere l’emersione del sommerso, garantendo allo Stato una cifra superiore e una maggiore equità.

Una posizione che trova favorevole Conflavoro Pmi, l’associazione datoriale delle piccole e medie imprese guidata da Roberto Capobianco: “Una realtà  come la nostra – dice il presidente – che raggruppa piccole e medie imprese  in tutto il territorio nazionale, che ha ben presente la fatica che fanno  gli imprenditori per restare competitivi, ma anche le esigenze dei  lavoratori, parole come equità e pace fiscale non possono che suonare come  positive.

I dati che arrivano dall’Istat, peraltro, confermano il fatto che,  in caso di una tassazione più equa, così come è avvenuto in passato in altri settori come quello immobiliare, sia recuperare il sommerso. Anche da questo potrebbero poi arrivare quelle coperture necessarie per portare avanti le riforme promesse dal governo Conte.

Sull’ipotesi di stretta delle sanzioni, invece, il presidente Capobianco  mette in guardia chi è chiamato a intervenire: “È corretto – dice – attivare  un meccanismo che vada a colpire i grandi evasori. L’auspicio è che la  soluzione che verrà trovata non vada a colpire quelle realtà che, a fatica, cercano di stare al passo con le scadenze e che non ci siano aggravi dal  punto di vista burocratico e amministrativo per le aziende”.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

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