Il piccolo paese di Cicala, che sorge ai piedi della Sila, in provincia di Catanzaro, è ufficialmente il primo borgo in cui ha messo radici l’umanizzazione delle demenze, un luogo dove finalmente le bizzarre espressioni di chi ne è affetto non verranno giudicate, né contenute, ma rese parte di una normale quotidianità.

Nel pomeriggio di venerdì 11 maggio, il taglio del nastro e poi una cerimonia ricca di emozioni a cui hanno preso parte numerosi cittadini e rappresentanti istituzionali, per celebrare non solo l’apertura del Centro Diurno per malattie neurodegenerative “Antonio Doria”, ma anche quella del primo Borgo Amico delle Demenze, un’intera comunità di 900 anime che accoglierà i malati di demenze, permettendo loro di vivere una vita normale all’insegna dell’inclusione.

La Ra.Gi. Onlus, supportata dall’associazione “Oscar Romero” e dal Centro cittadino per i servizi sociali, guidati rispettivamente da don Pino Silvestre e Ivana Morabito, è stata l’artefice di questa iniziativa che rivoluziona il settore della cura delle demenze. Un’iniziativa realizzata grazie alla collaborazione del Comune di Cicala, guidato da Alessandro Falvo e che è parte del progetto di respiro europeo Dementia Friendly Community Italia (Comunità Amica delle Demenze Italia), avviato in Italia dalla Federazione Nazionale Alzheimer e lanciato dall’Alzheimer’s Society del Regno Unito, pioniera dell’organizzazione di Dementia Friendly Community in Europa.

“La vita deve avere lo stesso valore per tutti – ha dichiarato il sindaco di Cicala -. È per questo che abbiamo sposato l’idea di far vivere in modo dignitoso, libero ed inclusivo le persone affette da demenze e ne siamo orgogliosi”.

Affinché la filosofia di questo progetto si diffonda sempre di più, chiediamo alla politica di attivarsi e canalizzare sempre maggiori risorse per aiutare veramente i malati di demenze, senza ghettizzarli, ma dando il giusto valore alla loro vita

All’interno del Centro Diurno “Antonio Doria”, così come nel Centro Diurno Ra.Gi. di Catanzaro, attivo dal 2008, si applica il metodo Teci (Terapia Espressiva Corporea Integrata), ideato da Elena Sodano, presidente della Ra.Gi. ed autrice del libro “Il Corpo nella demenza” (Maggioli, 2017). Un metodo unico in Italia, per la cura ed il contenimento naturale delle demenze, che “mira a ridare dignità a chi è affetto da queste patologie, puntando alla cura non alla guarigione. Quest’ultima è deputata alla ricerca, che per ora non riesce a dare risposte – spiega Elena Sodano -.

Una realtà, la nostra, nata senza finanziamenti pubblici né privati, per dare risposte immediate ai malati di demenze a alle famiglie. I risultati raggiunti sono frutto di tanto lavoro, passione e ricerca sul campo.

Così siamo riusciti a dare vita a due centri territoriali, luoghi in cui alle persone con demenza viene restituita una vita degna di essere vissuta, realtà che vogliono lavorare in modo complementare, non fare concorrenza alle altre strutture.

Il progetto di Cicala mostra il nostro modo di fare politica, focalizzandosi su quelli che, a nostro avviso, sono i bisogni primari della Calabria, ovvero il lavoro e l’ambito sociale”.

L’esigenza di una politica più attenta ai bisogni dei malati di demenze e alle fasce deboli della popolazione è stata anche ribadita dal presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno. Un concetto ripreso anche dalla deputata del PD, onorevole Enza Bruno Bossio, la quale ha però evidenziato che “esiste anche una politica diversa ed è anche grazie ad essa che l’iniziativa di Cicala si è potuta concretizzare”.

“Una piccola rivoluzione culturale in ambito socio- sanitario di cui andare fieri. – ha affermato l’onorevole Antonio Viscomi, deputato del PD -, una comunità che si apre verso l’altro, una dimensione in cui il concetto di “paziente” è sostituito da quello di “persona”. È questo il modo giusto di impiegare i fondi pubblici: per integrare le persone con questi disagi, non per istituzionalizzarli”.

“Un’iniziativa frutto di ricerca che ci da la consapevolezza che possiamo cambiare e che la Calabria è portatrice di innovazione – ha affermato Angela Robbe, assessore alle Politiche Sociali della Regione Calabria -. La comunità di Cicala, aprendosi ai più fragili, diviene un esempio di cittadinanza attiva e di sinergia con le istituzioni in cui si da valore alla vita”.

Infine, il dottor Antonio Montuoro, dell’Asp di Catanzaro, ha definito l’iniziativa “un momento di grande valore etico”.

Dopo gli interventi delle autorità, il taglio del nastro del Centro Diurno “Antonio Doria”, preceduto da un emozionante intervento dei familiari. Un momento d’intensa emozione che ha ricordato la figura di colui che è stato il primo paziente del Centro Ra.Gi. di Catanzaro ed ha dato spazio anche alle parole di uno degli ospiti attuali.

Il Centro “Doria” ospiterà circa 15 pazienti, che arriveranno dai dodici paesi limitrofi e anche da Catanzaro e potranno trovare accoglienza in  un ambiente colorato ed allegro che non ricorda affatto una clinica o un ospedale, ma una casa con spazi adatti alle abitudini quotidiane degli ospiti, come la stanza del cucito, la stanza della preghiera, la camera relax e la stanza snoezelen.

C’è poi la camera della memoria, ricca di oggetti del passato, frammenti di un’antica quotidianità e, in occasione dell’inaugurazione, è stata allestita la mostra di pitture ed installazioni sul tema delle demenze che ha visto la preziosa  collaborazione degli artisti: Rosa Amerato, Rosa Spina, Rosalba Russo, Anna  Aprile, Eugenia Ciampa, Rossella Costa, Dorotea Li Causi, Mariagraziosa Costa e Angela Rubino.

Slogan di tutta la giornata lo spot “Io sono demente”, sintesi ideale del concetto che di fronte alla demenza non devono esistere stigmi, né pregiudizi, ma solo un atteggiamento inclusivo, fatto di accoglienza e condivisione.

 

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