La formazione per tutte le Pubbliche amministrazioni, organizzata dalla Camera di Commercio di Cosenza, è un punto fermo della nostra programmazione sempre rivolta a una crescita condivisa di tutto il territorio, coinvolgendo professionisti e studiosi di alto valore.

Formazione e informazione sono due colonne portanti di #OpenCameraCosenza, grazie alla quale abbiamo vinto la III edizione del Premio AIF Adriano Olivetti.

Lezioni frontali, e-learning e metodi interattivi sono elementi essenziali del metodo blended, che l’ente camerale utilizza da tempo per accompagnare il percorso di #OpenCameraCosenza”.

E’ quanto ha affermato il presidente della Camera di Commercio di Cosenza, Klaus Algieri, intervenendo in occasione della seconda giornata formativa del 2019 – con una lezione del magistrato del Tar, Nicola Durante –  sulla Responsabilità civile della pubblica amministrazione.

Ha partecipato ai lavori della tavola rotonda anche Vittorio Gallucci, da poco riconfermato presidente dell’ordine degli avvocati di Cosenza. Ha moderato il segretario generale della Camera di Commercio, Erminia Giorno.

“Tutti pensano che la responsabilità civile della Pubblica amministrazione sia più o meno uguale a quella di qualunque soggetto del diritto che, al momento in cui cagiona un danno a un altro soggetto, è tenuto a pagare. Però, spesso e volentieri, ci accorgiamo che esiste tutta una serie di regole speciali che affrancano la Pubblica amministrazione dall’obbligo risarcitorio. Esistono regole processuali che impongono determinate scadenze e termini per potere agire in giudizio; regole sostanziali che limitano la responsabilità della PA nei confronti dei privati, in primis delle imprese”.

E’ quanto ha sostenuto il magistrato del Tar, Nicola Durante, nell’intervista a margine dei lavori della giornata formativa.

Nel solco della formazione tipica di #OpenCameraCosenza, funzionari e dipendenti della Regione Calabria, Provincia di Cosenza, Comune di Cosenza e altri enti pubblici, ordini professionali e imprese hanno seguito la lezione del magistrato Nicola Durante.