Nel Consiglio Regionale della Calabria hanno fatto il solito blitz a pochissimi mesi dalle elezioni, per approvare una legge che favorisce loro stessi e i propri portafogli, introducendo di nuovo i vitalizi, che adesso chiamano indennità differita”.

Così riporta il deputato calabrese del M5S Alessandro Melicchio sulla proposta di legge 436/10^ approvata ieri.

“E’ veramente uno scandalo pensare che un banale cambio di nome possa servire per prendere in giro i cittadini calabresi. Il Movimento 5 Stelle e il Governo Conte hanno imposto alle regioni di ridurre l’importo del vitalizio agli ex consiglieri, pena la decurtazione dei fondi di trasferimento statale.

E allora i consiglieri regionali calabresi, all’unanimità, mai mancata quando devono votare qualche privilegio per se stessi, hanno avuto la geniale pensata di utilizzare i soldi risparmiati da questo taglio per assicurarsi, con i soldi dei calabresi, una bella pensione dopo appena 5 anni di, non certo duro, lavoro in politica.”

E’ un fiume in piena il parlamentare pentastellato, che precisa: “Quello che non sopporto è la presa per i fondelli. Giudiceandrea e compagnia cantante hanno anche il coraggio di venirci a dire che, poverini, si decurteranno lo stipendio per pagarsi questo nuovo vitalizio, ma la verità è che la quota a carico dei consiglieri è solo l’8,80% mentre ben il 24,2% dei loro contributi devono versarli tutti i cittadini calabresi, per non parlare del fatto che si sono introdotti anche il trattamento di fine mandato, altri soldi aggiuntivi che entreranno nelle loro tasche.”

Melicchio conclude con un’invocazione: “E’ assolutamente necessario mandare a casa tutta questa classe politica regionale, la peggiore di sempre per la nostra regione. E davvero sembrava impossibile far peggio delle legislature precedenti. Quella del governatore Oliverio è una maggioranza dissolta e senza numeri, che ritrova forza insieme a tutti gli altri partiti solo quando si tratta dei loro affari e delle loro prebende, mentre un’intera regione cade sempre più nello sprofondo”.