Sono stati pubblicati sul sito del Dipartimento delle Finanze i dati relativi all’Osservatorio sulle partite IVA relativi al secondo trimestre 2018.
A partire dall’anno in corso la pubblicazione dei dati dell’Osservatorio avviene trimestralmente.
La sintesi aggiornata evidenzia, per natura giuridica, che il 71,3% delle nuove aperture di partita Iva è attribuibile a persone fisiche, il 23,6% a società di capitali, il 4% a società di persone. Circa l’1% del totale, inoltre, riguarda i “non residenti” e le “altre forme giuridiche”.
Rispetto allo stesso periodo del 2017, si registra un lieve incremento di nuove attività attribuibili alle persone fisiche (+3,6%) e alle società di capitali (+1,3%), mentre prosegue il trend decrescente delle società di persone (-8,2 per cento).

I Dati

Riguardo alla ripartizione territoriale, è sempre il Nord a fare da padrona con il 41,1% delle nuove aperture. Segue il Centro con il 22,3% e il Sud e le Isole con il 36,3 per cento.
I più consistenti incrementi di avviamenti sono avvenuti in Calabria (+12%), Basilicata (+10,6%) e Sardegna (+10,2%), mentre le diminuzioni si registrano nelle Marche (-5,3%), nella provincia autonoma di Bolzano (-3,6%) e in Liguria (-1,7 per cento).

La suddivisione per settore produttivo, come di consueto, vede in testa alla classifica il commercio con il maggior numero di avviamenti di partite Iva (19,8% del totale), seguito dalle attività professionali (circa il 15%) e dall’agricoltura (12,9 per cento). Rispetto allo stesso periodo del 2017, tra i settori principali si osservano i maggiori aumenti di aperture nell’ agricoltura (+14%), nei servizi d’informazione (+9,1%) e nell’istruzione (+8,5%). Segno meno, invece per le attività finanziarie (-6,5%), l’alloggio e la ristorazione (-4%) e le attività artistiche (-2,8 per cento).

Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione mostra un leggero calo della quota maschile, ora pari al 61,7% del totale. Il 46,1% delle nuove aperture è stato avviato da giovani fino a 35 anni ed il 32,7% da soggetti appartenenti alla fascia dai 36 ai 50 anni. Rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, tutte le classi di età registrano incrementi di aperture: il più consistente è il 14,6% della classe più anziana.

I soggetti che hanno aderito al regime agevolato forfetario risultano 48.696, pari al 37,3% del totale delle nuove aperture, con un +4,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.