La consigliera regionale Flora Sculco esprime la sua vicinanza alle Camere di Commercio Calabresi coinvolte nella riforma che ha decretato il loro accorpamento, sostenendo la loro richiesta unanime di un intervento riformista che delinei nuovamente i contorni della riforma camerale, garantendo la sopravvivenza locale degli Enti camerali.

“Il riordino del sistema camerale, strettamente legato alla riforma costituzionale di abolizione delle province successivamente con il referendum del 4 dicembre 2016, minaccia di intaccare tutto il sistema economico- produttivo, particolarmente delicato in regioni come la Calabria, laddove la presenza locale delle istituzioni consente di perseguire interventi più vicini alle comunità di riferimento.

Ritengo che un accorpamento come quello che interessa le Camere di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, per le difficoltà legate alla complessa orografia ed all’insufficienza delle infrastrutture e le reti di collegamento, che rendono difficile la mobilità interregionale, non consentirebbe di mantenere il presidio sul territorio, con tutte le negative ripercussioni sulle delicate economie locali.

Il tessuto imprenditoriale della Calabria, caratterizzato per lo più dalla presenza di piccole imprese, subirebbe un danno irrecuperabile ed è per questo che l’accorpamento deve essere concepito in una situazione di parità tra le Camere interessate, con la permanenza delle sedi locali a presidio dei territori coinvolti e delle loro peculiarità”.