La Sezione Prima del Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria ha sospeso l’efficacia del D.P.G.R. n.117 del 23 ottobre 2018 con cui il Governatore Mario Oliverio aveva disposto il commissariamento della Camera di Commercio di Catanzaro.

Il decreto del Presidente Vincenzo Salamone, conseguente al ricorso avverso al D.P.G.R. proposto da CCIAA di Catanzaro, dal presidente dell’Ente Daniele Rossi, dalla sua vice Tommasina Lucchetti, e dal consigliere camerale Francesco Viapiana e difesi dagli avvocati Danilo Sorrenti e Michele Di Donna, però, non solo sospende gli effetti della nomina del dott. Giuseppe Franzè, ma rimarca “pur nella complessità ed incertezza del quadro normativo che caratterizza il sistema organizzativo delle Camere di commercio, ad un primo sommario esame la fondatezza dei motivi aggiunti”.

Inoltre, il Presidente Salamone, pur nella disposizione di una sospensiva in attesa del giudizio di merito, non evita di sottolineare come il D.P.G.R. del Governatore Oliverio debba “ritenersi illegittimo in quanto la presupposta presa d’atto della disposta sospensione dell’efficacia del decreto ministeriale del 16.2.2018, in conseguenza dell’ordinanza della Sezione VI del Consiglio di Stato n. 3655/2018, avrebbe dovuto indurre l’Amministrazione regionale a ritenere venuto meno l’unico motivo che impedisse la prosecuzione del procedimento di rinnovo del Consiglio camerale di Catanzaro, ossia l’art. 4, comma 1 del citato decreto ministeriale, che stabiliva l’interruzione delle procedure ordinarie di rinnovo dei Consigli camerali alla data del 19 settembre 2017”, la cui efficacia è peraltro già sospesa dall’ordinanza del TAR Lazio n.3655/2018, “con la conseguenza che la procedura di rinnovo degli organi (elettivi) della Camera di Commercio di Catanzaro deve ritenersi a oggi perfezionata, e gli atti stessi devono considerarsi validamente costituiti e insediati nell’esercizio delle loro funzioni, con piena legittimità di tutti gli atti da questi sino a oggi posti in essere”.

Il decreto del Tar Calabria, infatti, rileva “l’efficacia degli atti posti in essere a seguito del procedimento di rinnovo degli organi camerali di Catanzaro: degli atti del Consiglio camerale di insediamento alla data fissata del 28.11.2017, di designazione del proprio Presidente del 4.12.2017, di elezione dei membri della Giunta in data 11.12.2017 e di tutti gli altri atti e provvedimenti di amministrazione e gestione della Camera di Commercio di Catanzaro sino a oggi posti in essere dagli organi elettivi della stessa”.

Infine, il Presidente Salamone, ammonisce: “Sussiste il presupposto di danno grave ed irreparabile in quanto dall’impugnato provvedimento di nomina di un nuovo Commissario straordinario, deriva l’immediato esautoramento delle competenze attribuite al Consiglio camerale attualmente in carica e si lederebbero gravemente altresì, l’interesse pubblico alla continuità dell’attività amministrativa che dal 28 novembre 2017 gli attuali organi rappresentativi dell’Ente (Consiglio, Presidente e Giunta camerale) stanno in ogni caso assicurando”.

«Eravamo sicuri che il Tar avrebbe accolto la nostra richiesta di sospensiva dell’assurdo D.P.G.R. del presidente Oliverio – ha detto Daniele Rossi nel commentare il decreto del Tar Calabra -. Per com’è stato formulato, poi, il decreto di sospensiva ci convince ulteriormente della bontà del nostro operato e quindi sul giudizio di merito che attendiamo con massimo rispetto. Perdonerete il mio strano silenzio di questi giorni, rotto solo dallo sfogo in conferenza stampa di venerdì scorso, ma ho ritenuto necessario non agitare ulteriormente le acque per rispetto delle persone e delle istituzioni coinvolte, consapevole che tutto ciò che finora avevamo fatto era pienamente legittimo. Permettetemi anche di dire grazie per la sua fermezza nel rispetto della legalità al segretario generale della Camera di Commercio Maurizio Ferrara, la cui estrema competenza – assieme a quella dei professionisti che finora ci hanno affiancato – hanno permesso che l’Ente camerale non subisse prevaricazioni politiche che nulla hanno a che vedere con l’azione a sostegno delle imprese che la CCIAA di Catanzaro che in questi undici mesi abbiamo portato avanti con abnegazione ed entusiasmo»