In Calabria c’è un patrimonio produttivo che affonda le proprie radici nella terra e non aspetta altro che di essere riscoperto e valorizzato per come merita.

E’ l’agroalimentare, argomento trattato  a Chiaravalle Centrale nel contesto di un meeting promosso dall’Istituto superiore “Enzo Ferrari” con la collaborazione degli esperti Arsac e Slow Food. Ad aprire i lavori, incentrati sul nocciolo, il castagno e il noce, la vicaria Lorena Gullà, che ha portato i saluti della dirigente scolastica, Elisabetta Zaccone. Ha introdotto il responsabile della condotta Slow Food Versante Jonico, Salvatore Mantello, prima delle relazioni sulle prospettive di crescita della nocciola tonda calabrese affidate ad Antonio Clasadonte (agronomo e divulgatore Arsac), Vito Roti (vicesindaco di Torre di Ruggiero) e Massimo Rotiroti (assessore comunale a Cardinale).

La vicesindaca di Chiaravalle, Stefania Fera, è intervenuta sul punto evidenziando il ruolo formativo e informativo del “Ferrari”, la cui importanza è ormai riconosciuta in ambito regionale e non solo. Particolarmente interessanti i percorsi di studio presentati da Francesca Sestito, Ilaria Renda e Martina Migliarese.

Le tre studentesse dell’Ipsasr hanno affrontato i temi dei marchi di qualità, della nocciola di Giffoni e delle caratteristiche botaniche del noce, del castagno e del nocciolo. Hanno concluso l’incontro il perito agrario e divulgatore Arsac Domenico Pascali e il prof. Giuseppe Fontana, docente di Scienze e tecnologie agrarie.

L’iniziativa, organizzata dalla responsabile dei percorsi di alternanza scuola-lavoro del “Ferrari”, Rosanna Sanso, ha puntato molto sulle potenzialità occupazionali del settore agricolo per le giovani generazioni. Quale testimonianza viva è stata raccontata l’esperienza del Consorzio nocciola di Calabria. Significativo il progetto del comune di Torre che punta a censire i terreni incolti per rilanciari in termini di nuova imprenditoria diffusa.