Ad oggi l’etichetta di origine sulla spesa  – informa Coldiretti – possiamo trovarla nei seguenti cibi che hanno quindi l’indicazione di origine: carne di pollo e derivati, carne bovina, frutta e verdura fresche, uova, miele, extravergine di oliva, pesce, derivati del pomodoro e sughi pronti, latte e formaggi, pasta, riso, tartufi e funghi spontanei.

I cibi senza sono: salumi, carne di coniglio, carne trasformata, marmellate, succhi di frutta, fagioli piselli ecc. in scatola, pane, insalata in busta IV gamma, frutta e verdura essiccata.

“L’inserimento nel Decreto Legge Semplificazione della disposizione che prevede l’indicazione di origine per tutti gli alimenti con  l’obbligo di indicarne in etichetta l’origine – commenta il presidente di Coldiretti Calabria Franco Aceto – va nella direzione giusta poichè finalmente, una volta approvato, sarà possibile valorizzare la produzione agricola e agroalimentare  e consentire scelte di acquisto consapevoli ai consumatori contro gli inganni dei prodotti stranieri spacciati per Made in Italy”.

Questa è una grande vittoria di Coldiretti una battaglia storica – continua Aceto – un risultato che siamo certi troverà nell’iter parlamentare un sostegno bipartisan per una norma a costo zero a difesa dell’interesse nazionale e a tutela della salute dei cittadini, del territorio, dell’economia e dell’occupazione.

L’attenzione è posta su quegli alimenti che ancora sono senza indicazione di origine della materia agricola, in questo modo diventeranno “trasparenti” anche i succhi di frutta, le marmellate, carne di coniglio,  piselli e fagioli in scatola, le verdure in busta, ma anche alimenti come i salumi che non sono ricompresi nelle Dop e Igp come il pane.  Il sistema produttivo agricolo calabrese – sottolinea – ha tutto da guadagnarci”.

L’obiettivo è dare la possibilità di conoscere finalmente la provenienza della materia agricola dei prodotti trasformati ma anche difendere l’efficacia in sede europea dei decreti nazionali già adottati in materia di etichettatura di origine di pasta, latte, riso e pomodoro.

La norma – ribadisce Coldiretti Calabria – consente di adeguare ed estendere a tutti i prodotti alimentari l’etichettatura obbligatoria del luogo di provenienza geografica degli alimenti ponendo fine ad un lungo contenzioso aperto con l’Unione europea oltre 15 anni fa. Una misura importante anche di fronte al ripetersi di scandali alimentari nell’UE dove si sono verificati nel 2018 quasi dieci allarmi sul cibo al giorno che mettono in pericolo la salute dei cittadini e alimentano psicosi nei consumi.

Le maggiori preoccupazioni – precisa Coldiretti – sono proprio determinate dalla difficoltà di rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio con un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro.

Secondo una ricerca dell’organizzazione europea dei consumatori il 70% dei cittadini europei (82% in Italia) vuole conoscere da dove viene il cibo sulle loro tavole, che diventa 90% nei casi di derivati del latte e della carne. “In un momento difficile per l’economia  – conclude Aceto – è fondamentale portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza”.