Antonino Tramontana

Nel corso del 2018, l’ammontare degli impieghi concessi a favore delle imprese della Città metropolitana di Reggio Calabria ha subito una riduzione pari al -1,4%. Di fatto, una variazione negativa si è avuta in tutte le altre province calabresi, ad eccezione di Vibo Valentia.

La contrazione degli affidamenti concessi alle imprese reggine si verifica ormai continuativamente dal 2013, seppur a ritmi sempre meno sostenuti; dal -10,6% del 2013 si è giunti al -1,4% del 2018; miglior performance, seppur negativa, a partire dagli ultimi otto anni.

“L’analisi dei dati disponibili riferiti al territorio della nostra Città Metropolitana e relativi al 2018 mostra il persistere di criticità nei rapporti tra sistema creditizio e imprese locali, seppur con leggeri miglioramenti – ha dichiarato il Presidente della Camera di commercio di Reggio Calabria Antonino Tramontana. “Senza entrare nel merito dei molteplici aspetti che impattano negativamente sull’accesso al credito bancario da parte delle imprese e che sono legati sia a fattori strutturali e dimensionali delle banche e delle imprese, sia e soprattutto a scelte di politica creditizia, ritengo importante che la Camera e gli altri soggetti istituzionali che operano sul territorio facciano fronte comune per promuovere il miglioramento dell’appetibilità della Città Metropolitana attraverso interventi che possano incidere positivamente sulla domanda di servizi finanziari – penso ad esempio alla formazione finanziaria delle imprese – e più in generale sul miglioramento del tessuto economico con interventi diretti finalizzati a rimuovere gli ostacoli e le fragilità strutturali del territorio: dall’illegalità all’economia sommersa; dalla burocrazia e alla scarsa innovazione”.

Il quadro degli impieghi settoriali continua a premiare le imprese dei servizi (-1,2%), capaci di assorbire oltre i due terzi delle risorse concesse dal sistema bancario. L’industria sperimenta una variazione negativa molto più pronunciata (-4,1%) ma comunque migliore di quella delle costruzioni (-5,3%), ancora alle prese con le difficoltà strutturali che da più di dieci anni interessano il settore.

Le difficoltà delle imprese reggine di accedere al credito bancario sono alimentate dalla maggior rischiosità che caratterizza il “fare impresa” sul territorio. Il rapporto tra l’ammontare degli impieghi in sofferenza e il totale dei prestiti concessi dalle banche, infatti, risulta essere pari al 30%, più elevato di quello relativo alla Calabria (23,4%), all’Italia (11,2%) e al complesso delle regioni del Mezzogiorno (18,6%). Ciò vuol dire che circa un terzo dei prestiti concessi a favore delle imprese reggine va in sofferenza. Un valore ancora troppo alto, pur se in netto miglioramento rispetto al 2016, quando l’indice raggiunse il valore record del 63,3%.

L’alta rischiosità incide anche sui costi di accesso al credito. Nel 2018, il tasso medio di finanziamento effettivo per rischi a revoca risulta pari all’8,4%, in linea con il dato medio regionale (8,3%) ma ben oltre il tasso medio nazionale (5,3%). Maggiori interessi alimentano un “effetto spiazzamento” nei confronti degli investimenti più sicuri, normalmente caratterizzati da minori capacità di generare reddito. Una spirale che favorisce la rischiosità e che deve essere senza dubbio affrontata con politiche di mitigazione.