Soldi

Il provvedimento che dovrebbe oggi essere adottato è inserito nel pacchetto di emendamenti al  Decreto Crescita ossia ai provvedimenti che reca il numero 34/2019  che verranno presentati nella giornata di oggi, lunedì 10 giugno, dai relatori di maggioranza Giulio Centemero (Lega) e Raphael Raduzzi (Movimento 5 stelle).

La novità in arrivo, fa sapere il prof. Pietro Vitelli responsabile del Comitato Difesa Consumatori riguarda tutti i possessori di appartamenti dati in locazione per i cosiddetti affitti brevi. La novità riguarda gli immobili affittati per qualche giorno a fini turistici  che dovranno essere censiti e inseriti in un’apposita banca dati gestita dall’Agenzia delle Entrate.

L’obiettivo dichiarato di questa nuova norma è quello di combattere eventuali evasioni fiscali o elusioni  da parte dei locatari, in particolare quelli che ricorrono a piattaforme online come AirBnb, Booking, HomeAway e siti di annunci. Con l’istituzione della banca dati per gli affitti brevi, infatti, chiunque voglia affittare un proprio immobile anche per pochi giorni l’anno dovrà censirlo presso l’Agenzia delle Entrate, così che l’intero processo possa essere tenuto sotto controllo. «Il nostro obiettivo – spiega in una nota il Ministro del Turismo Centinaio – era arrivare all’approvazione entro l’estate. Ce lo chiedeva tutto il mondo del turismo. Un settore molto importante per il nostro Paese. Con l’impegno di tutti abbiamo raggiunto un risultato importante».

Noi di Comitato Difesa Consumatori su tale argomento abbiamo avuto sempre un atteggiamento di criticità sui mancati controlli e sulle quasi inesistenti  verifiche nei confronti dei proprietari degli alloggi  forse,  con questo provvedimento si potranno raggiungere  ottimi risultati  del fenomeno che se ben gestito potrà portare nelle casse dell’Erario Italiano una cospicua somma da devolversi in servizi vari per tutti i cittadini consumatori-utenti.

Ma cosa accadrà – prosegue Pietro VITELLI – mcon la nuova banca dati degli affitti brevi e cosa dovranno fare i proprietari degli immobili  Prima di tutto, saranno chiamati a registrare il loro appartamento o la stanza che vogliono affittare. Riceveranno così un codice identificativo alfanumerico, che dovranno inserire in tutti gli annunci che pubblicheranno sulle piattaforme di intermediazione, sia fisiche sia virtuali. Questo consentirà all’Agenzia delle Entrate di tracciare gli immobili in affitto e rilevare eventuali anomalie in fase di dichiarazione dei redditi. Nel caso in cui non si adempirà all’obbligo di pubblicazione e promozione del codice identificativo potranno scattare sanzioni tra 500 e 5.000 euro