La rassegna “Incontri con gli autori”, programmata dall’Assessorato alla cultura e promossa dalla Presidenza della Giunta regionale, ha ospitato, oggi pomeriggio, nella sala oro della Cittadella a Catanzaro,  lo scrittore Mimmo Gangemi con il suo ultimo libro, edito da Piemme,  “Marzo per gli agnelli”.

Con l’autore si sono confrontati l’assessore regionale alla cultura Maria Francesca Corigliano e il presidente dell’Associazione Gutenberg Calabria Armando Vitale, con il coordinamento del giornalista Filippo Veltri.

“Incontri con gli autori – ha affermato l’assessore Corigliano –  ha l’obiettivo di animare il dibattito sulla nuova narrazione della Calabria, in un cammino avviato esattamente un anno fa dal presidente della Regione Mario Oliverio,  attraverso le voci di alcuni tra i maggiori scrittori calabresi del nostro tempo. Un’idea voluta fortemente dal presidente Oliverio per instaurare un rapporto di condivisione con gli intellettuali e gli scrittori calabresi, per ricordare a noi stessi il potenziale di questa terra, della quale dobbiamo essere orgogliosi, e per ricordare a noi stessi ogni giorno di combattere contro una rappresentazione stereotipata nella certezza non nella speranza che la Calabria ha cominciato effettivamente a cambiare”.

In tal senso l’esponete della Giunta ha ricordato il percorso che è stato tracciato con l’iniziativa di Africo, dove si è parlato anche di giornalismo e di cinema. “Perché la Calabria – ha specificato – viene rappresentata anche attraverso il cinema, grazie al grande investimento della Regione per la Fondazione Film Commission che attraverso le sue produzioni diffonde la conoscenza della nostra terra, e con la pubblicazione Cine tour Calabria curata da Maurizio Paparazzo e Giovanni Scarfò ed edita da Rubbettino”. Tutto è parte  – ha rimarcato – di una visone del presidente Oliverio per quanto riguarda la valorizzazione della Calabria e delle politiche culturali”.

Entrando poi nel vivo del romanzo dell’ingegnere-scrittore di Santa Cristina d’Aspromonte, l’assessore Corigliano si è soffermata su un aspetto “che rappresenta – ha detto – la cifra distintiva di tutta la narrazione di Gangemi: l’uso sapientissimo della lingua italiana che ha la capacità di combinare le parole  in modo tale da elevare al massimo la potenza evocativa, descrittiva, narrativa, comunicativa: la capacità di contaminare la lingua italiana con l’espressione del dialetto reggino quel tanto che basta per aumentare l’efficacia semantica della sua scrittura. Il secondo aspetto riguarda la bravura dello scrittore di caratterizzare molto bene i suoi personaggi”.

E nell’analizzare la storia di alcuni protagonisti del romanzo, l’assessore regionale alla cultura ha messo in evidenza le vicende umane dei protagonisti che mantengono vivo il dialogo con Dio, un Dio che appare non solo distante ma anche indifferente. Per me – ha sottolineato infine l’assessore CoriglianoMarzo per gli agnelli non è una storia di ‘ndrangheta ma la rappresentazione di una vicenda umana che suscita molti sentimenti: dispiacere, curiosità e, grazie alla conclusione dell’autore, sorpresa”.

Vitale ha ringraziato la Regione per l’interessante iniziativa dedicata agli scrittori calabresi ed ha manifestato l’auspicio di poterli  “catapultare in fiera Gutenberg”. Paragonando l’ultimo lavoro di Mimmo Gangemi ai romanzi di Verga, il presidente dell’Associazione Gutenberg ha parlato di “un romanzo appassionante che vi incatena: non si vede l’ora di arrivare alla fine della storia, poi però più si va avanti e più si vorrebbe rallentare per non arriva mai alla conclusione. Un romanzo di grande respiro: nella scrittura di Gangemi la provincia calabrese diventa mondo.

Un romanzo che registra cronachisticamente i fatti. La ‘ndrangheta si racconta con il proprio linguaggio e c’è un’aderenza profondissima del linguaggio al modo di dire dei calabresi della mafia

L’autore dimostra capacità di un ascolto attento e profondo nei confronti di questa parlata. Sullo sfondo la ‘ndrangheta  antica e quella nuova. Due mondi a confronto. La grandezza di questo romanzo  – ha concluso Vitale – sta nella varietà dei registri letterari combinati con straordinaria maestria: il noir, il tono da tragedia greca, gli affetti familiari. Una coralità di personaggi  per un romanzo coinvolgente fino in fondo”.

L’autore de “La signora di Ellis Island” e de “Il giudice meschino”, diventato anche serie tv con Luca Zingaretti, ha iniziato il suo intervento dichiarandosi commosso per le affermazioni dei relatori ed ha espresso apprezzamento per l’importante iniziativa della Regione che dà voce a tanti scrittori calabresi.

Rispondendo anche ai tanti interventi del pubblico Gangemi ha tra l’altro dichiarato di “non aver scritto un libro di ‘ndrangheta ma un dramma familiare che l’istinto narrativo mi ha indotto ad inserirlo in un fatto delittuoso che porta necessariamente alla ‘ndrangheta. Racconto una storia di dolore: un libro sul destino che è  fluttuante perché sarebbe bastata una inezia per deviarlo. Ognuno ha con il destino un appuntamento che non è in grado di dirottare.

Quello di Giorgio Marro, brillante avvocato penalista, si è compiuto nel momento in cui un dramma ha colpito la sua famiglia in diversi modi, tutti disastrosi che lo hanno portato a un’indagine condotta non per  eroismo ma per curiosità e per dimenticarsi del dramma familiare.

Si tratta della  scelta di un uomo sconfitto dalla vita che non ha più nulla da perdere. Nel romanzo – ha aggiunto – c’è rappresentata la debolezza umana, spesso indotta da retaggi antichi difficili da rimuovere. La mafia si è potuta esibire perché Stato parallelo più che antistato e dove talora la Giustizia ha arrancato e lo Stato camminava a braccetto con  certi personaggi pubblici, compresa la chiesa. I mali della Calabria nascono da una mentalità ristagnante dentro cui la ‘ndrangheta trova terreno fertile”.

Nella sua relazione Gangemi ha rimarcato anche il forte contrasto tra valori umani e atteggiamenti selvaggi.

La ‘ndrangheta – ha evidenziato – è la negazione delle doti della gente di questa terra generosa. L’uomo calabrese è come le fiumare senza acqua che  mai si potrebbe immaginare che quell’alveo in piena potrebbe provocare alluvioni catastrofici:  l’uomo calabrese è calmo e amorevole finché non è sollecitato dagli eventi”.

Marzo per gli agnelli” è andato in ristampa dopo sole tre settimane dall’uscita e sta scalando le classifiche di vendita. Un romanzo attraverso il quale al termine dell’incontro in Cittadella l’autore ha voluto lanciare un messaggio di speranza “per la rinascita dalle nuove generazioni che devono essere forgiati da noi per aiutarli a vivere una quotidianietà, semplice e normale, eliminando il consenso che la ‘ndrangheta con inganno è riuscita a perpretare”.